INFLAZIONE/ FERMA A MARZO, MA AUMENTANO BENZINA, GAS E LUCE
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fonte:
- TM News
L`inflazione si ferma a marzo al 2,1%, ma i consumatori non ci credono e accusano l`Istat di vivere nel paese delle meraviglie. La bolletta delle famiglie aumenta e il caro-petrolio, tra i timori internazionali per la crescita, fa lievitare i prezzi della benzina, aumentata a marzo del 7,9%, e del gasolio, che ha subito un incremento del 10,8%. Piu` care anche le bollette del gas, della luce e dell`acqua. I consumatori parlano di una fotografia dell`Italia fornita dall`Istat che “non esiste“. L`aumento reale dei prezzi, secondo le associazioni, sfiorerebbe invece il 10%. Per questo l`Adoc chiede di dare più peso alla commissione Istat sui prezzi e modificare ed aggiornare i pesi adoperati nel paniere. L`Istituto di statistica ha confermato oggi le stime preliminari sull`indice nazionale dei prezzi al consumo che rimane costante su base annua e segna un leggero incremento dello 0,2% sul mese. L`indice armonizzato, quello utilizzato in sede Ue, è stato invece ritoccato al rialzo: sale a 2,2% da 2,1% il dato annuo e a 1,2% da 1,1% quello su mese. Accanto ai prezzi di benzina e gasolio (voce quest`ultima che da sola ha segnato un +10,8% tendenziale) a registrare gli aumenti congiunturali più significativi sono stati i prodotti energetici per abitazione: il costo del gas è aumentato dell`11,3% su base annua e dell`1% sul mese. Nel complesso i beni energetici sono cresciuti a marzo del 9,7% sullo stesso mese del 2005 e dello 0,6% rispetto a febbraio scorso. Complessivamente il capitolo “abitazione, acqua, elettricità e combustibili“ ha segnato un aumento del 6,1%. Altri incrementi significativi per “bevande alcoliche e tabacchi“ (+5,3%), “trasporti“ (+3,5%) e “istruzione“ (+3,0%); una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo “comunicazioni“ (-3,0%). “L`inflazione al 2,1%, ferma anche a marzo, non può essere compatibile con tutti gli aumenti scaturiti dal caro petrolio e gas“, denuncia Federconsumatori, secondo cui la sola variazione dei prezzi della benzina ha comportato un esborso di 140 euro in più per i cittadini. Inoltre, dopo i nuovi rincari delle bollette, le famiglie italiane si troveranno a pagare 60 euro in più per luce e gas. “L`Istat – incalza l`associazione – vive nel paese delle meraviglie. La sindrome della quarta settimana, le cessioni del quinto sempre più frequenti, le rateizzazioni della spesa mensile diventate usuali non sono supposizioni, ma dati di fatto“. Questo dato, secondo il Codacons, “non sta né in cielo né in terra e i consumatori che ogni giorno vanno a fare la spesa lo sanno bene. Per l`Adoc “bisogna modificare ed aggiornare in termini più attinenti alla realtà i pesi adoperati nel paniere Istat, migliorare in qualità e quantità l`accuratezza delle rilevazioni territoriali dei prezzi dei beni di largo consumo e creare panieri diversificati in grado di rappresentare meglio la situazione reale delle diverse categorie di consumatori“. Infine, per l`Ugl gli aumenti dei prodotti petroliferi “impongono l`urgenza di una riforma del sistema delle accise, necessaria per ridare fiato al sistema“.
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