L`inflazione resta stabile al 2,1%
-
fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA – L`Istat conferma i dati preliminari resi noti 15 giorni fa: l`inflazione di marzo resta ferma al 2,1%, lo stesso livello di febbraio. In crescita soprattutto la bolletta energetica delle famiglie a causa del caro petrolio, che ha fatto lievitare i prezzi della benzina, aumentata a marzo del 7,9%, e del gasolio, che ha subito un incremento del 10,8 per cento. Più care anche le bollette del gas, della luce e dell`acqua. I dati dell`Istat non sono stati accolti con favore dalle associazioni dei consumatori: per alcune di esse l`aumento reale dei prezzi sfiorerebbe il 10% e per questo sarebbe necessaria la “ modifica e l`aggiornamento dei pesi adoperati nel paniere Istat “ . Ma torniamo ai dati dell`istituto di statistica: oltre alla conferma delle stime preliminari sull`indice nazionale dei prezzi al consumo e della stabilità su base annua, l`Istat ha rilevato un incremento mese su mese dello 0,2 per cento. Guardando solo alle città, la più cara è stata Torino ( inflazione al 2,7%), la più conveniente Bari ( 1,4%). L`indice armonizzato, quello utilizzato in sede Ue, è stato invece ritoccato al rialzo: sale a 2,2% da 2,1% il dato annuo e a 1,2% da 1,1% quello su mese. Accanto ai prezzi di benzina e gasolio a registrare gli aumenti congiunturali più significativi sono stati i prodotti energetici per abitazione: il costo del gas è aumentato dell` 11,3% su base annua e dell` 1% sul mese. Nel complesso i beni energetici sono cresciuti a marzo del 9,7% sullo stesso mese del 2005 e dello 0,6% rispetto a febbraio scorso. Complessivamente il capitolo “ abitazione, acqua, elettricità e combustibili“ ha segnato un aumento del 6,1%. Altri incrementi significativi per “ bevande alcoliche e tabacchi“ (+ 5,3%), “ trasporti“ (+ 3,5%) e “ istruzione“ (+ 3,0%); una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo “ comunicazioni“ ( 3,0%). Secondo Federconsumatori “ l`inflazione al 2,1%, ferma anche a marzo, non può essere compatibile con tutti gli aumenti scaturiti dal caro petrolio e gas “ : l`associazione ha calcolato che la sola variazione dei prezzi della benzina avrebbe comportato un esborso di 140 euro in più per i cittadini. “ L`Istat- ha dichiarato l`associazione – vive nel paese delle meraviglie. La sindrome della quarta settimana e le rateizzazioni della spesa mensile diventate usuali non sono supposizioni, ma dati di fatto “ . Molto critici anche Codacons e Adoc, che chiedono di “ modificare e aggiornare in termini più attinenti alla realtà i pesi adoperati nel paniere Istat, migliorare in qualità e quantità l`accuratezza delle rilevazioni territoriali dei prezzi dei beni di largo consumo e creare panieri diversificati in grado di rappresentare meglio la situazione reale delle diverse categorie di consumatori “ . Tra i sindacati, critica l`Ugl: “ Gli aumenti dei prodotti petroliferi – ha dichiarato il segretario confederale Paolo Segarelli- impongono l`urgenza di una riforma del sistema delle accise, necessaria per ridare fiato al sistema “ .
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
