15 Aprile 2006

Acqua, casa e metano al top degli aumenti

ROMA – L`inflazione rimane a marzo ferma sul 2,1%. Il caro-energia, principale imputato dei rincari per tutto l`inverno, si fa ancora sentire, anche se con un impatto meno significativo rispetto a febbraio. Ma la corsa al rialzo di bollette, combustibili e tariffe resta più che sostenuta, al punto da far lievitare i costi legati alla casa del 6,1% in un anno, e contribuisce, insieme all`accelerazione dei tabacchi, a tenere alto il tasso di inflazione. Secondo l`Istat, il capitolo abitazione, acqua, elettricità e combustibili è infatti quello che rispetto a marzo 2005 è cresciuto di più. Le tasche degli italiani si sono svuotate più che in passato soprattutto per la bolletta del riscaldamento: dopo la crisi energetica di quest`inverno, i prezzi del gas sono aumentati su base mensile dell`1% e su base annuale di ben l`11,3%. Stesso discorso per i combustibili liquidi (in pratica il gasolio da riscaldamento), aumentati dello 0,7% rispetto al mese precedente e dell`11% rispetto a marzo 2005. Ma a crescere sono state anche le tariffe dell`acqua potabile (+5,3%) e della raccolta dei rifiuti (la famosa Tarsu), aumentata del 6%. Il caro-energia si è fatto sentire anche sui trasporti: il capitolo ha registrato un aumento del 3,5% e, al suo interno, i prezzi di benzina e gasolio sono cresciuti rispettivamente del 7,9% e del 10,8%. Da soli, abitazione e trasporti coprono così quasi la metà del tasso di inflazione (la somma dei contributi dei due capitoli, spiega l`Istat, risulta infatti pari a 1,020 punti percentuali). Un effetto freno è arrivato invece dalle comunicazioni, che anche a marzo hanno mostrato segnali di netto rallentamento dei prezzi (-3%), e dai medicinali (-1,1%). Tra i prezzi degli alimentari (cresciuti di un moderato +1%), anche il mese scorso si è registrata la caduta libera del pollame, penalizzato dall`allarme aviaria (-7,5%). La lunga lista di aumenti lascia increduli i consumatori che, di fronte al caro-casa dovuto soprattutto ai rincari delle bollette, si chiedono come il tasso di inflazione possa rimanere fermo al 2,1%. “I dati Istat mostrano un`Italia che non esiste. – afferma Federconsumatori – L`inflazione al 2,1% non può essere compatibile con tutti gli aumenti scaturiti dal caro-petrolio e gas“. Solo per la benzina, calcola l`associazione, gli automobilisti hanno speso “140 euro in più“ e note ancor più dolenti potrebbero arrivare ad aprile, quando si faranno sentire i ritocchi di luce e gas decisi dall`Autorità per l`energia. Scettica anche l`Adoc, che chiede di accelerare i lavori della commissione sui prezzi, mentre il Codacons denuncia un`inflazione all`8-10%. La crescita dei prezzi di acqua, elettricità ed abitazione preoccupa infine l`Ugl, perchè rincari simili pesano “come un macigno“ soprattutto sui pensionati e sulle famiglie di impiegati ed operai. La capitale dei rincari è Torino. Il capoluogo piemontese, che proprio a cavallo tra febbraio e marzo ha ospitato i giochi olimpici e paraolimpici invernali, ha registrato un tasso di inflazione del 2,7%, il più alto d`Italia. A seguire Cagliari, dove i prezzi, rispetto a marzo 2005, sono aumentati del 2,5%. In base alle rilevazioni dell`Istat, sopra la media nazionale del 2,1%, si piazzano anche Perugia, Ancona e Campobasso (in tutte e tre le città l`inflazione si è portata al 2,4%), Napoli e Reggio Calabria (2,3%). Tutt`altro andamento invece a Milano, Trieste, Firenze e Palermo, dove il tasso annuale di crescita dei prezzi si è attestato il mese scorso all`1,9%. Il primato di città “fredda“ sul fronte dei rincari spetta però a Bari, dove i prezzi sono aumentati dell`1,4%, il minimo in Italia.

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