Il caro energia affonda l?import-export
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fonte:
- Il Mattino
Il rincaro dei prodotti energetici, petrolio e gas, pesa ancora come un macigno sulla bilancia commerciale italiana. E gonfia a dismisura le importazioni. Qualche spiraglio di luce si intravvede però grazie al made in Italy. La ripresa di Eurolandia, e in particolare della locomotiva tedesca, infatti provocano un aumento dell?export. Così a febbraio il saldo commerciale nei confronti dei paesi dell`Unione europea è ancora in rosso per 388 milioni di euro. Meno dei 483 milioni di disavanzo di gennaio, ma quasi il doppio dei 216 milioni di un anno prima. Con segnali di miglioramento, come il più 12,2% delle esportazioni verso l?Unione europea a febbraio, poco distante dal più 13,3% dell`import dagli stessi paesi. Il rosso di febbraio è invece di 2,962 miliardi nei confronti dei paesi extra-Ue: lontano dal deficit record di oltre 4 miliardi toccato a gennaio, ma comunque più che doppio rispetto agli 1,355 miliardi del febbraio 2005. E le importazioni (+20,5%) continuano a marciare più dell?export. Numeri che – spiegano all`Istat – «mostrano una buona vivacità degli scambi nelle entrate e nelle uscite con i maggiori partner europei», anche se ancora «la vivacità delle esportazioni è superata da quella delle importazioni». Numeri che parlano chiaro, quelli dell`import energetico: sia dalla Ue (+69,7% su anno per i minerali energetici, +46,6% per i petroliferi raffinati), sia dal resto del mondo (+85,1% l`import dei prodotti petroliferi raffinati, +60,2% il petrolio greggio, +58,1% il gas naturale). Per contro, l`export è in aumento un po? per tutti i settori economici. E sono tornati a comprare italiano i maggiori partner europei, dai quali dipende in larga parte l`andamento della nostra produzione. Le esportazioni di febbraio segnano così +13% verso la Germania, +9,1% verso la Francia, +11,4% verso la Spagna e, in valore assoluto, +71% verso Cipro e +62,5% verso la Lituania. Il dato tedesco – commenta il vice-ministro alle Attività produttive con delega al Commercio estero Adolfo Urso – «è il segnale più importante della ripresa del Made in Italy». Diverso il parere del Codacons: considerare il dato di gennaio positivo, «solo perché registra un miglioramento» rispetto al record di gennaio, e quindi «è meno peggio del peggio del peggio, non ci pare una grande trovata».
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