14 Aprile 2006

Ex municipalizzate, qualcosa non va


“Ammesso e non concesso che il Decreto Ronchi giustifichi gli aumenti che i passaggi da tassa a tariffa, nella gestione dei rifiuti, hanno comportato per le aziende, le famiglie e gli istituti pubblici nella nostra provincia – spiega Fabio Galli del Codacons – nelle decisioni prese dai Comuni in merito alla gestione delle municipalizzate ci sono dei passaggi non chiari“. Analizza l`intera evoluzione delle tre municipalizzate della Provincia il Codacons modenese, puntando il dito su alcuni passaggi che hanno coinvolto in diverso ordine e misura Hera, Sat e Aimag. DA TASSA A TARIFFA. “Il passaggio da tassa a tariffa ha portato per molti utenti aumenti ingiustificati a fronte di un servizio che è rimasto il medesimo – dichiara Fabio Galli – tutti i Comuni che lo hanno adottato si fanno scudo dietro ad una generica indicazione del Decreto Ronchi che però dice molte altre cose che non sono state prese in considerazione nella gestione di rifiuti e che porterebbero, se applicate, un risparmio al cittadino ed una maggiore tutela ambientale. Prendiamo un solo dato: quando i rifiuti si pagavano in tasse il cittadino in molte località copriva a sue spese l`82% del totale di spesa e il Comune provvedeva per il restante 18%. Oggi, con le tariffe, sono molti i cittadini che si trovano aumenti ben superiori al 18%. Come si spiega questo disavanzo?“. VENDITA DI AZIONI. “Il passaggio da tassa a tariffa porterà alle casse dei Comuni un risparmio e in quelle delle municipalizzate molto denaro in più per gli aumenti ingiustificati. Perché dunque applicare questo tipo di passaggio solo successivamente alla vendita delle azioni ai privati?“. Secondo il Codacons, facendo l`ipotesi che la municipalizzata sia un`azienda privata di cui il proprietario vuole vendere una parte delle azioni, non avrebbe senso vendere le azioni a partner prima di un periodo – il passaggio a tariffa – che garantisce un incremento del valore dell`azienda: “In realtà è proprio questo che Meta Hera, Sat e ora Aimag stanno facendo – continua il responsabile del Codacons – prima mettono in vendita le azioni poi realizzano passaggi di gestione che aumentano il valore dell`azienda, di fatto favorendo i partner privati che le hanno acquistate ad un valore certamente inferiore a quello che le stesse acquisiranno tra un paio di mesi, quando il passaggio tassa tariffa sarà completato. Questo è il secondo punto che non si comprende“. La questione a suo tempo era stata sollevata da parte di diversi consiglieri comunali nei consigli della provincia in quanto la vendita delle azioni era stata preceduta da una riduzione del capitale sociale delle stesse, scelta che secondo molti trasformava la vendita in una svendita. IL MONOPOLIO. “E` poi notizia di questi ultimi tempi che Hera si offrirà come parnter privato di Aimag come primo passaggio verso un accorpamento. Ipotizzare un`unica gestione per tutto il territorio significa chiaramente ipotizzare un monopolio ancora più stretto di quello già esistente che unito ai processi di privatizzazione non è certo la migliore garanzia per la tutela dei cittadini“. L`ACCESSO AGLI ATTI. Per questo il Codacons formalizzerà nelle prossime settimane un accesso agli atti che riguarda le tre aziende nei passaggi gestionali e decisionali degli ultimi mesi al fine di riscontrare la coerenza dei principi applicati con quelli della salvaguardia dei diritti del cittadino, “proprietario“ delle municipalizzate attraverso i Comuni.

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