13 Aprile 2006

Spese di Pasqua, slalom tra offerte e stangate

Spese di Pasqua, slalom tra offerte e stangate


Frutta e agnello alle stelle, uova e colombe a tutti i prezzi. Trionfa il made in Umbria




PERUGIA – Davanti alla prospettiva di una tavola imbandita come da tradizione, non c`è crisi che tenga. Ma, come già accaduto a Natale, di fronte a prezzi in salita ed a tasche semivuote, anche per Pasqua pur di risparmiare qualcosa le famiglie umbre si dimostrano pronte a cambiare qualcosa, pur se talvolta a scapito della qualità. Più cari dolci e torte salate, ma anche al banco ortofrutta le sorprese non mancano con l`iniziativa sms consumatori che andrà avanti fino al 20 aprile. Sull`ottovolante anche i prezzi di carne e pesce mentre da pochi giorni nella maggior parte della grande distribuzione sono comparse le prime offerte e promozioni.
Secondo i dati di Consumatori uniti, in Umbria fare la spesa costa più che nel resto d`Italia. Basta dare un`occhiata ai dati del ministero delle Attività produttive per rendersi conto che riempire il carrello della spesa, sia nella grande che nella distribuzione, costa circa il 10% in più. Rispetto ad ottobre, ad esempio, costano di più i biscotti frollini (2,91 euro al kg, +3%) ma anche l`olio extra vergine di oliva, il cui prezzo medio al litro è salito di quasi mezzo cent arrivando a 5,31 euro.
In salita anche la carne che, al pari dell`altra spesa alimentare, con l`avvicinarsi della Pasqua subisce un incremento di spesa, almeno nelle città maggiori, di circa il 10%. Parlando di macellazione, qualche tensione, seppur timida, si è innescata sui prezzi di bovino di primo taglio (15,27 al kg in media), pollo fresco (a 4,30) e agnello (+2/4%). La “quotazione“ di quest`ultimo, però, secondo l`Ismea nelle piazze del centro Italia, Umbria compresa cresce meno che altrove. Nell`ultimo mese, a Perugia, proprio la carne ovina e caprina ha contribuito all`aumento dello 0,2% mensile di cui è stato protagonista il settore dei generi alimentari. “Sull`agnello abbiamo notato una vasta gamma di prezzi – fa notare Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – con offerte iniziate già all`inizio di questa settimana. Va però fatta attenzione agli agnelli importati che in generale costano meno e non sempre sappiamo come vengono allevati e come crescono. I nostrali e gli italiani in generale costano più (in media 5-6 euro al chilogrammo, ndr) ma sono garanzia di maggiore qualità. Ai consumatori diciamo comunque di non acquistare solo agnello per Pasqua, ma di portare in tavola anche altre carni che rendono anche più: dell`agnello ne vanno comprate elevate qualità perché in cottura cala molto“. Anche cambiare scelte tuttavia non è semplice con l`indice Istat che dà in salita quasi tutti i prezzi del pesce, dal dentice al merluzzo.
Difficile, invece, trovare surrogati ai prodotti tradizionali, dall`uovo al cioccolato ai dolci pasquali, vero e proprio dominio del “made in Umbria“.


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