12 Aprile 2006

Il petrolio sfiora i 70 dollari la benzina fa +23% in 5 anni

Gli effetti del nucleare iraniano sul Brent. Borse giù Il petrolio sfiora i 70 dollari la benzina fa +23% in 5 anni



MILANO Il caro-greggio torna a pigiare sull`acceleratore, sostenuto soprattutto dalla speculazione collegata alle crisi geopolitiche in Iran e Nigeria e alla crescente domanda di Cina e Usa. Ieri a New York il Light Crude è arrivato a 69,45 dollari per poi arretrare leggermente, mentre a Londra il Brent ha toccato il record storico di 69,70 dollari. L`effetto greggio si è subito sentito su tutte le Borse mondiali, che ieri hanno perso all`unisono. Sul fronte dei prezzi al consumo, intanto, s`impenna il prezzo dei carburanti: da oggi, Erg aumenta di 16 cent la benzina e di 6 cent il gasolio, ma già altre compagnie come Total, Api e Ip hanno ritoccato all`insù i listini sulla scia delle nuove fiammate del greggio: ieri Agip ha aumentato di 3 cent la benzina e di 1 cent il gasolio. Continua così una corsa cominciata nel 2001: secondo i calcoli del Codacons il prezzo del gasolio in 5 anni è aumentato del 37,6%, mentre quello della benzina è cresciuto poco meno del 23%. L`associazione dei consumatori ha messo a confronto i prezzi dell`11 aprile di cinque anni fa, con il nuovo aggiornamento annunciato ieri dall`Agip. Da 1,082 euro per un litro di verde del 2001 si è passati a 1,329 euro del prezzo consigliato ai gestori del marchio Eni (+22,8%). Nel confronto annuale, il prezzo della benzina è invece aumentato, spiega ancora il Codacons, del 6,4% (rispetto a 1,249 euro al litro dell`11 aprile 2005). Discorso simile per il gasolio. Cinque anni fa, i listini dei distributori erano abbondantemente sotto quota 1 euro e segnavano un prezzo di 0,867 euro al litro. Rispetto a 1,193 annunciati ieri dall`Agip, l`aumento è stato del 37,6%. Su base annua, il rialzo è stato invece del 4,9% (il prezzo un anno fa, rileva l`associazione, era di 1,138 euro a litro). Da un punto di vista pratico, questi dati si traducono in un maggiore esborso per gli automobilisti “pari a quasi 10 euro a pieno“ rispetto al 2001 (per un`auto a benzina di media cilindrata). Su base annua si tratta per famiglia di un rincaro di 300 euro, calcolano ancora i consumatori. “Senza contare – commenta il numero uno dell`associazione Carlo Rienzi – gli effetti sui prezzi dei beni trasportati e sulle bollette energetiche“. Per quanto riguarda il petrolio, a fare il mercato sono soprattutto i fondi di investimento, che intendono diversificare gli asset in un momento a loro favorevole, ovvero sfruttando la debolezza del dollaro. A fare da propellente contribuiscono le persistenti tensioni sull`Iran, acuitesi dopo che nei giorni scorsi il `New Yorker` ha riportato la notizia (smentita dalla Casa Bianca) secondo cui gli Usa starebbero valutando l`opzione di un intervento con bombe nucleari tattiche contro postazioni sospette iraniane. Di ieri, invece, la notizia che l`Iran ha avviato l`arricchimento dell`uranio per il suo programma nucleare. In Nigeria, invece, la produzione è stata ridotta del 20%. Mentre la vicina stagione estiva prelude sempre a un aumento dei consumi di benzina nell`emisfero settentrionale, quello più industrializzato. Ad alimentare il fronte speculativo, che ha portato il Brent ad apprezzarsi di quasi il 17% nel giro di un mese (+15,7% il Wti), ha contribuito anche l`entrata in vigore di norme ambientali più rigide sulla composizione delle benzine, che potrebbero rallentare la produzione di raffinati e quindi stimolare in ulteriore rialzo i prezzi di tutto il settore.

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