8 Aprile 2006

Conti correnti a confronto quanto costa fare bancomat


Da un minimo di 1 euro a un massimo di oltre il doppio. Per i reggiani fare bancomat da uno sportello diverso da quello della propria banca costa. La media italiana – e lo ribadisce il Codacons – è pari a 2 euro “mentre all`estero ne bastano 0,12“. Prosegue, dunque, l`indagine a puntate della Gazzetta sui conti correnti a confronto. E stavolta sotto la lente ci sono i costi delle commissioni applicate dagli istituti di credito sui prelievi di denaro contante. Non allo sportello tradizionale, bensì a quello automatico che in gergo si chiama Atm. L`attenzione su questo tipo di spesa si è riaccesa negli ultimi giorni quando l`Antitrust guidata da Antonio Catricalà ha fatto sapere di aver aperto un`istruttoria ad hoc col chiaro intento di focalizzate l`attenzione sulle banche e su alcune operazioni precise. Dopo l`indagine aperta sui costi dei conti correnti, infatti, l`Autorità ha deciso di dare il via a un ulteriore approfondimento legato, appunto, alle commissioni bancarie relative al prelievo di contanti con il bancomat e ai servizi di pagamento di utenze con addebito su conto corrente. L`Autorità garante della concorrenza e del mercato ha infatti avviato un`istruttoria nei confronti dell`Abi (l`associazione bancaria italiana) e della Cogeban (la sigla indica la convenzione per la gestione del marchio bancomat) per arrivare a capire se ci sia un`intesa che possa falsare la concorrenza. L`Abi, dal canto suo, ha assicurato massima collaborazione all`indagine su un`attività che definisce “essenziale“ per il funzionamento del sistema bancario oltre che dei pagamenti e che, peraltro, assicura ogni giorno milioni di prestazioni a cittadini, famiglie e imprese. L`iniziativa dell`Authority è stata accolta positivamente dalle associazioni dei consumatori tanto che, per il Codancos, potrebbe rappresentare “la fine della tirannia degli istituti di credito“, mentre secondo l`Adusbef potrebbe condurre all` abolizione dell`articolo 118 del testo unico bancario “che dà licenza alle banche di rapinare i correntisti“. L`istruttoria, notificata soltanto qualche giorno fa ad Abi e Cogeban (alias un`associazione di imprese volta a sviluppare l`utilizzo del servizio bancomat e della quale possono far parte le banche e le società capogruppo di gruppi bancari associate all`Abi), valuterà gli accordi interbancari predisposti da Cogeban per il prelievo di contanti con il bancomat e gli accordi interbancari messi a punto dall` Abi relativi ai servizi di pagamento Rid (rapporti interbancari diretti) e Riba (ricevuta bancaria elettronica). In particolare, l`Antitrust esaminerà “la fissazione collettiva a livello associativo del valore massimo delle commissioni interbancarie“ per valutare se la determinazione centralizzata di questi valori possa rappresentare “una intesa di prezzo“ per servizi prestati a livello interbancario “in grado di limitare gli spazi di autonomia decisionale delle banche nelle politiche di prezzi finali alla clientela, con una potenziale riduzione del grado di concorrenza del settore, che può condurre a prezzi più elevati per i consumatori“. Entrambe le intese – ricorda la stessa autorità garante – erano state autorizzate dalla Banca d`Italia, fino al 31 luglio 2005, in applicazione della normativa italiana che consente – in via temporanea ed eccezionale – deroghe al divieto di intese restrittive della concorrenza. Una nuova richiesta di autorizzazione era stata presentata alla Banca d`Italia (quando l`Abi chiese il rinnovo dell`autorizzazione proponendo anche una riduzione della commissione per le domiciliazioni veloci, poi introdotta nel marzo 2006) ma, dopo il passaggio di competenze dovuto alla legge sul risparmio, la documentazione è stata trasmessa all`Antitrust che ha deciso di avviare l`istruttoria. Il Codacons si aspetta una diminuzione dei costi dei servizi bancari, ricordando che un prelievo bancomat su un altro istituto costa in Italia mediamente 2 euro, mentre all`estero è sufficiente una cifra pari a 0,12. E dalle sette banche reggiane ed emiliane messe a confronto (si veda la tabella a lato, ndr) emerge appunto che le media di spesa per chi preleva denaro da uno sportello diverso da quello della propria banca è di circa 2 euro. Nello specifico, la commissione più bassa appare quella di Banca Reggiana (1 euro), mentre quella più elevata è di UniCredit (2,30). A ritroso, per pochi scarti, si posizionano il Credem (2,2 euro) e CariParma (2,10). La Popolare di Verona applica 2 euro. Poco più in basso ci sono la Bam (1,91 euro) e la Bipop (1,81). Tutte, ovviamente, applicano un costo zero quando il prelievo viene effettuato sugli sportelli della propria banca. Il costo, inoltre, varia ancora se l`utente decide di utilizzare la carta sui circuiti internazionali: la spesa lievita, e la differenza è ulteriore se si distingue tra paesi dell`Unione europea e paesi extra Ue. E se, per quanto riguarda l`ultimo caso, ci sono banche – come il Credem, la Bam o la CariParma – che applicano un costo fisso, accade anche che ci siano istituti che preferiscono fissare una percentuale di spesa da calcolare sull`importo prelevato.

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