9 Aprile 2006

Antitrust: mega multa a Poste Spa

Sanzione da 1,6 milioni per abuso di posizione dominante Antitrust: mega multa a Poste Spa

ROMA Bollette, estratti conto e comunicazioni bancarie smistate ed inviate in tutta Italia quasi esclusivamente da Postel, società controllata dalle Poste. Quello della cosiddetta “posta elettronica ibrida“, fatta appunto di modelli standard compilati con dati personali, è di fatto, secondo l`Antitrust, un monopolio da eliminare. Per questo l`Autorità garante per la concorrenza ha deciso di multare Poste italiane con una sanzione da 1,6 milioni di euro, dovuta ad abuso di posizione dominante. Secondo il Garante in particolare Poste è colpevole di aver “privilegiato la sua controllata Postel, rendendo sostanzialmente inaccessibile il mercato ai concorrenti che effettuano attività di stampa e imbustamento delle comunicazioni postali delle grandi imprese“. I concorrenti attivi sul mercato sono in effetti pochi, due-tre società con quote di mercato che non superano il 9% ciascuna. Di fronte a loro lavora invece Postel, con una quota che si aggirava nel `99, anno di avvio della liberalizzazione, intorno al 75%, rimasta a 7 anni di distanza tale e quale. Un potere conquistato e conservata, a parere dell`Antitrust, tramite comportamenti abusivi e condotte discriminatorie. Poste ha cioè “mantenuto per una parte del mercato e, in particolare per alcuni importanti clienti, una tariffa di recapito inferiore alla tariffa di posta elettronica ibrida“ ed ha inoltre “conferito ingenti vantaggi economici, informativi e finanziari alla controllata Postel“. Creando così condizioni di accesso alla rete di recapito “ingiustificate e discriminatorie“. Ma è proprio questo decreto, secondo l`amministratore delegato di Poste, ad aver fissato i criteri di recapito della posta elettronica ibrida ed è alle regole imposte dal legislatore che la società si è sempre rifatta. “Poste – sottolinea Sarmi – ha obbedito ad un decreto. Se poi, all`interno di questi paletti, l`Autorità avesse ravvisato imprecisioni nella gestione, non bisogna dimenticare che tutto è avvenuto all`interno di un principio sancito dalla legge“. Da qui la volontà di presentare ricorso. Nel confronto si inserisce anche il Codacons che, pur approvando la sanzione dell`Antitrust, giudica “ridicola e insufficiente“ l`entità della multa. In realtà la cifra doveva essere inizialmente molto più alta, pari a 3,2 milioni di euro. Ma considerato l`impegno dell`azienda a tenere ferme le tariffe per i prossimi 6 mesi ed altre “attenuanti“, l`Antitrust ha deciso di dimezzarla.

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