6 Aprile 2006

La Rurale dovrà risarcire il medico

La Rurale dovrà risarcire il medico

Aveva investito 250 mila euro in bond argentini poi crollati



Quattro anni fa scoppiò il bubbone. Il tracollo finanziario dell`Argentina lasciò in braghe di tela centinaia di piccoli risparmiatori che avevano investito i propri soldi in bond argentini. Nessuno, si disse allora, poteva prevedere un crac della Repubblica sudamericana ma alla fine a fare i conti con la bancarotta di Stato furono famiglie intere che in un batter d`occhio avevano visto volatilizzarsi i risparmi di una vita. I primi ad andare all`attacco furono le associazioni dei consumatori che se la presero con le banche, accusate di volersi liberare dalla responsabilità di rifondere i clienti buggerati dal crac del Paese del tango con azioni poco chiare. Codacons, Federconsumatori e Adusbef del Trentino denunciarono per “Consob e Bankitalia pratiche poco ortodosse nell`esonero di responsabilità, per non aver le banche informato gli utenti sull`altissimo rischio dell`investimento“. Una posizione cui gli istituti trentini replicarono di aver sempre informato i clienti dei rischi che correvano comprando bond. La vicenda degli investimenti in titoli argentini, comunque, è tristemente nota. Molti clienti, a Rovereto così come nel resto d`Italia, hanno investito nei bond di Stato che assicuravano rendimenti molto elevati. A fronte di ciò, però, il rischio era assai più alto rispetto a quello di altri strumenti finanziari. Il crac delle finanze argentine ha fatto esplodere la questione e i titoli in mano a molti investitori locali e nazionali hanno perso una grossa fetta del loro valore. L`Abi, già agli albori della triste vicenda, mise in campo un`associazione cui aderirono importanti gruppi bancari nazionali. Lo scopo della società era raccogliere, tramite delega, le adesioni del maggior numero di clienti che avevano subito perdite ingenti nel crac argentino per poter avere maggior peso nella rinegoziazione del debito di fronte alle istituzioni economiche e finanziarie internazionali. Proprio contro questo meccanismo si scagliarono le associazioni dei consumatori. Qualcuno, declinando l`invito degli enti ad una causa cumulativa, ha sfidato gli istituti di credito di persona. Un noto medico roveretano, due anni fa, ha citato per danni nientemeno che la Cassa rurale di Rovereto, la più grossa banca della città della Quercia. L`iter davanti al giudice Luca Perilli, ora, ha finito il suo corso e il magistrato ha dato ragione all`investitore castigando la Rurale. Tramite gli avvocati Marco Radice di Milano e Andrea Azzolini di Rovereto, il professionista ha chiesto la restituzione di 250 mila euro. Tanto, infatti, erano costate le 425 mila obbligazioni prese alla Cassa di via Paoli. Il giudice, in verità, ha respinto la richiesta di dichiarazione di nullità del contratto stipulato per i bond ma ha comunque dato torto alla Rurale ordinando di risarcire il cliente. Come? I soldi dovranno essere restituiti ma togliendo il valore attuale dei bond argentini. Per questo, pur avendo già depositato la sentenza che dà ragione al risparmiatore, il prossimo 4 maggio incaricherà ufficialmente il dottor Bernardi di eseguire questo calcolo. La Cassa rurale di Rovereto, che non vuole commentare la sconfitta, ha comunque annunciato che impugnerà la sentenza in appello. Per una causa che si è chiusa – e che potrebbe aprire le porte ad altre iniziative legali di risparmiatori che si sentono traditi – altre due sono in dirittura d`arrivo con la richiesta di restituzione di 30 e 50 mila euro. Un`infermiera, invece, dovrà aspettare ancora qualche mese per capire se avrà vinto la battaglia contro la Cassa rurale Alta Vallagarina. In ballo, stavolta, ci sono i risparmi di una vita, circa 30 mila euro, investiti in bond Cirio. Anche in questo caso il giudice ha chiesto di valutare il valore attuale delle obbligazioni Cirio e, soprattutto, lo stato del rischio.

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