4 Aprile 2006

«Tariffe acqua, Nola più cara di Capri»

«Tariffe acqua, Nola più cara di Capri»




Nola. «A Capri il costo dell?acqua diminuisce di 16 centesimi ed a Nola e nel nolano invece aumenta»: il comitato civico di Nola attacca la Gori, la società mista che gestisce le risorse idriche per conto dell?Ato 3 e che «incasserà dai cittadini una tariffa triplicata rispetto a quella applicata dal comune di Nola». Non si placa la protesta dei movimenti locali contro la privatizzazione dell?acqua. Dopo le battaglie dei mesi scorsi l?occasione per rilanciare il malcontento è l?applicazione delle tariffe stabilite dall?Ato3, consorzio obbligatorio dei comuni. «È assurdo – denuncia Luigi Conventi, portavoce del comitato civico – che mentre a Capri ed Anacapri si registri una diminuzione nel nolano e nel sarnese la tariffa aumenti. È come se nelle nostre zone avessimo lo stesso reddito dei cittadini isolani». Non solo. L?indice è puntato anche sull?erogazione gratuita del minimo vivibile alle famiglie il cui reddito annuo non supera i 2500 euro, bollata come «elemosina pelosa e ripugnante». «Ma chi – si interrogano i rappresentanti del comitato – può compare con soli 200 euro al mese?». La guerra dell?acqua continua dunque. E si sviluppa su due fronti. Da un lato la battaglia per ottenere che la gestione ritorni ad essere affidata ad un soggetto pubblico e dall?altro la lotta per ottenere la diminuzione delle tariffe. «Se il consorzio d?ambito numero 2 è ha ottenuto che la gestione delle risorse idriche rimanesse pubblica anche nell?Ato 3 devono essere stabilite le stesse condizioni. Non si possono – attaccano i promotori della protesta – discriminare così le aree geografiche ed i cittadini». Stoccate anche all?indirizzo del primo cittadino Felice Napolitano «che pur avendo fatto dichiarazioni vincolanti a favore dell?acqua pubblica non si è ancora attivato per convocare, dopo la richiesta del comitato civico, l?assemblea dell?Ato3». La polemica insomma da globale diventa locale. Sul banco degli imputati non solo la legge Galli, il cui dettato normativo ha portato all?attuale situazione, ma anche «chi sta nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali». «A Nola – denuncia ancora Conventi – esiste una fazione che parteggia per la gestione mista pubblico privata». Insomma scatta di nuovo l?aut aut: «O vanno via i privati dalla Gori o va via la Gori dall?Ato3». Accuse ed ultimatum che sono rimbalzati anche ieri nel corso del convegno organizzato nella chiesa dell?Immacolata a Nola. A discutere del «caso Ato 3 in Campania», c?erano il presidente nazionale del Codacons, Carlo Rienzi ed il legale dei comitati civici Camino Lerio Miani.

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