4 Aprile 2006

Firenze Pasqua, stangata sull`agnello



Firenze Pasqua, stangata sull`agnello

Corsa al rincaro: costerà il 20% in più rispetto al mese precedente
Codacons: il costo del pranzo resterà invariato, 200 euro Le famiglie risparmieranno tagliando una portata

La colomba registra un aumento dall`8 all`11 per cento Restano fermi solo i prezzi delle uova di cioccolata soprattutto se non sono di marca

PASQUA salata. Colombe, agnello, tutto costa di più dell`anno scorso, perfino il salame, quello a fettine piccole da usare come antipasto. Restano ferme solo le uova di cioccolato, anzi se non sono di marca il loro costo diminuisce. E restano salde le persone nel loro budget di spesa. Siccome mancano i soldi e in genere la maggioranza si è impoverita, crescono i prezzi ma per la tavola pasquale la spesa resta uguale, almeno secondo il Codacons (coordinamento di associazioni per la tutela dell`ambiente e dei diritti utenti e consumatori) che calcola in 200 euro complessivamente quello che una famiglia media spende per Pasqua, tra pranzi con i parenti e dolciumi vari. Duecento erano e duecento rimangono, magari si elimina un piatto a tavola, si rivedono le porzioni dell`agnello, si punta sul colore splendente della carta più che sulla grandezza dell`uovo, ma non ci si permette una lira di più, spiega Carlo Rienzi, portavoce Codacons fiorentino. Nel frattempo è il trionfo del frizer. Più lo si stipa e più si risparmia. O meglio più lo si è già riempito e più si risparmierà per Pasqua. I prezzi sono già aumentati ma cresceranno ancora. Mezzo agnello per 10 euro, era l`offerta di Luca Menoni, macellaio al mercato di Sant`Ambrogio, la settimana scorsa. “Lo spezziamo, lo sezioniamo e così lo si può conservare e poi farlo in tutte le ricette, arrosto, in umido, fritto“, dice Menoni. Per chi lo comprava al taglio invece il prezzo era di 13 euro e mezzo al chilo, 13 euro un mese fa, 15 euro adesso. E la settimana prossima rincarerà ancora, previsione della Mercafir dove Menoni compra la carne insieme ai 200 colleghi dell`Associazione macellai: mille pezzi di carne per volta per ottenere, tutti insieme, prezzi più bassi. Dal mercato all`ingrosso fiorentino fanno sapere che l`ora x è scattata, la fase di aumento è già iniziata: l`agnello già arriva da varie provenienze, nazionali o meno, al 12% in più a rispetto al mese precedente, cui da lunedì si aggiungerà un altro 8 o 9%, a Pasqua andremo a circa il 20% in più rispetto a marzo. Se il confronto lo si fa con l`anno scorso, siamo al 4 o 5% di aumento. Pare che il mercato per Pasqua si impenni tanto più in quanto l`occasione è da non perdere: il rito dell`agnello resta, ma la povera bestia non è poi così appetita negli altri periodi dell`anno, dunque meglio approfittare. Sempre dalla Mercafir una raccomandazione ai compratori: guardate bene l`etichetta sull`agnello, ci deve essere scritto da dove viene e dove è stato macellato, se è nazionale costa di più ma è anche più buono che se arriva dalla Yugoslavia o da altre parti. Ma, quanto a aumenti, non ci si ferma alla carne. Rienzi e il suo Codacons hanno calcolato anche cosa succede alla colomba, di cui in genere si comprano tre esemplari a famiglia: quella semplice costava nel 2005 di media 3,7 euro, adesso ne costa 4, la crescita è dell`8%. La colomba, lavorata, invece, stava sui 6,20 euro l`anno scorso, è già sui 6,90 adesso (più 11,3%). Il salame costava un anno fa per Pasqua 11 euro al chilo, quest`anno 11,90 (più 8,1%). Tra un po`, si prevede, i prezzi aumenteranno ancora. Unica nota positiva, secondo il Codacons che ne calcola cinque a famiglia, il costo delle uova che è rimasto tale e quale al 2005: l`uovo di marca si è fermato a circa 8 euro se è da 200-250 grammi, è addirittura sceso quando non è di marca: da 4,5 a 4,2 euro per la stessa misura. Né per ora, nonostante il prezzo caro di partenza, accenna a aumenti pasquali, dicono alla Mercarfir, il pesce che pare diventato una delle ultime mode per rendere il pranzo pasquale più vispo e meno tradizionale. Pesce invece di agnello, ma per ora il mercato sembra non essersene accorto. Come bene va, sono sempre notizie Mercafir, per le verdure. In questo inizio primavera, incerto tra nubi e sole, miracolosamente la verdura costa meno del solito. In virtù della stagione che pare sia stata insolitamente clemente, né troppo freddo, né troppe piogge ma neanche siccità e ancora niente scoppio di grande caldo, e ne abbia prodotta il larga quantità.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this