2 Aprile 2006

BOLLETTE PAZZE, SALTA L`ACCORDO IN COMUNE



Giugliano. Mare sporco e bollette pazze per colpa dei canoni di depurazione dell`acqua. A Giugliano, città con tre chilometri di costa, tra lago Patria e Licola, passando per Varcaturo, i cittadini pagano malvolentieri il costo di un servizio di cui non godono i frutti. Preoccupa, poi, anche lo spettro della carenza idrica. L`estate si avvicina e con il primo sole aumentano i consumi sulla fascia costiera: da ieri hanno riaperto molte seconde case e i bar dei lidi. C`è il rischio che il prezioso liquido cominci a farsi desiderare, soprattutto nei rioni periferici. Senza contare che i 25mila addebiti per l`acqua notificati fino ad oggi sono quasi tutti errati. Così, l`altro giorno l`assemblea pubblica per discutere del concordato proposto dal Comune, convocata da Cgil, Uil e Cisl, insieme con i pensionati e Federconsumatori, ha prodotto solo un altro buco nell`acqua: toni esasperati e poca chiarezza sulla possibilità di proseguire con le trattative. Troppe persone preferiscono ricorrere al giudice ordinario, allungando la lista dei contenziosi – che sono più di mille – e i tempi di riscossione. E se il Comune non incassa, non può far fronte a sua volta agli addebiti di Eniacqua che riscuote i canoni per conto della Regione. Ente dal quale si pretende, inoltre, un maggiore controllo sul funzionamento del depuratore di Cuma, la cui ristrutturazione è ancora bloccata da un contenzioso davanti al Tar. Intanto la protesta sulle bollette pazze si trascina da quasi un anno: ora però si dovrà attendere il prossimo incontro, ancora da fissare. Ma stavolta, preannunciano dal Comune, dovrebbe essere di nuovo l`amministrazione – così come è accaduto a gennaio – a chiamare a raccolta residenti e sindacati. A patto che nei prossimi giorni si riesca a uscire fuori dalla crisi, che fa temere le dimissioni del sindaco Taglialatela. Nel frattempo il cartello ambientalista “Costa dei sogni“ minaccia di attuare lo sciopero del pagamento dei canoni di depurazione a partire da giugno. “L`acqua non è balenabile, se il servizio non c`è, ci rifiutiamo di pagarne a vuoto il corrispettivo“, tuona il legale Gaetano Montefusco. Un`iniziativa alla quale hanno già aderito Codacons, Noi consumatori, Unione consumatori, L`avvocato del mare. Il divieto di balneazione esaspera anche i gestori dei lidi. “Qui si lavora nella precarietà, tra ritardi e carenze, e non ci viene garantito il piano spiagge“, dicono. L`amministrazione non ha ancora provveduto ad affidare l`incarico a un esperto.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this