1 Aprile 2006

Istat: inflazione ferma in marzo per aprile in vista un aumento

ROMA. L`inflazione resta stabile al 2,1%: a marzo, nonostante l`impennata dei prezzi legati all`energia, si mantiene stabile – ha reso noto ieri l`Istat – sui livelli di febbraio. A pesare sulle tasche delle famiglie è soprattutto il capitolo casa: +5,9% in un anno sempre a causa del caro-energia. Risultano invece contenuti gli aumenti tendenziali per alimentari (+1,0%) e l`abbigliamento (+1,2%); unica variazione negativa è per la voce comunicazioni che ha visto un calo dei prezzi del 3% rispetto a marzo 2005. Increduli i consumatori che chiedono all`Istat di rivedere il paniere. “I dati cozzano con la dura realtà delle famiglie italiane“, commentano. Le categorie dei commercianti invece fanno notare come, nonostante il caro-energia, le imprese abbiano contribuito a non surriscaldare i prezzi. L`Isae invece prevede per aprile una, se pur “contenuta“, risalita dell`inflazione. Caro energia. Il costo dell`energia è aumentato in un anno del 9,5%. Aumenti per gasolio (+10,8%) e benzina verde (+7,8%); per il gas utilizzato nelle abitazioni (+11%) e per i combustibili liquidi (+10,9%). Pesa ancora sul caro-vita il fattore energetico tanto che, al netto della voce energia, l`inflazione a marzo si sarebbe attestata all`1,7%. Alimentari. Rallentano a marzo i prezzi degli alimentari. La decelerazione riguarda soprattutto i prodotti non lavorati. E se la paura dell`influenza aviaria ha portato ad un vero e proprio crollo dei prezzi del pollame (-7,3%), in calo risultano anche le quotazioni di frutta (-6,3%) e ortaggi (-0,1%). Consumatori. “Sono dati difficili da credere“, rileva l`Adiconsum, mentre il Codacons invoca addirittura “una riforma dell`Istat e una revisione del paniere“ con il quale si calcola il caro-vita. Anche l`Adoc chiede una revisione del paniere. Adusbef e Federconsumatori evidenziano che invece i dati “cozzano con la dura realtà delle famiglie“ sempre più indebitate perchè sempre maggiore è il ricorso al credito al consumo. Commercianti. La Confcommercio rileva che “nonostante il permanere di elementi di tensione nel comparto energetico la dinamica dei prezzi al consumo in Italia è sostanzialmente sotto controllo ed in linea con quanto registrato negli altri Paesi europei“. La Confesercenti invece mette in evidenza che “le imprese danno ancora prova di virtuosismo“. I sindacati. Il dato sull`inflazione di marzo resta negativo se si confronta con il resto di Europa. Lo evidenzia in una nota Marigia Maulucci, segretaria confederale della Cgil. “L`indice armonizzato – rileva – segna un 1,1% sul mese precedente e una conferma di rialzo sull`anno al 2,1%“. “È bene prendere in considerazione l`indice armonizzato – spiega – perchè ci consente una stima del rapporto fra il nostro Paese e il resto d`Europa e il confronto continua ad essere per noi negativo. Sul dato di oggi pesano già due importanti ipoteche: l`aumento dei prezzi alla produzione del 4,9% registrato ieri e gli aggravi delle tariffe elettriche e del gas che scatteranno dal primo aprile, ipoteche che fanno ragionevolmente pensare ad un impennata ulteriore dell`inflazione nella prossima rilevazione“. Rischio rialzo. Secondo l`Isae in aprile “si potrebbe assistere a una contenuta risalita dell`inflazione, tenuto anche conto che l`indice dei prezzi incorporerà gli aumenti dovuti ai consueti adeguamenti trimestrali per le tariffe energetiche“.

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