Caldaie, battaglia sulle tariffe
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
“Esorbitante il prezzo stabilito da Palazzo dei Celestini“ Asea ribatte: “Abbiamo operato nel pieno rispetto della legge“ “Caldaie, esorbitanti le tariffe stabilite dalla Provincia“. Dopo la decisione del Tar, a scendere in campo sono ora le associazioni dei consumatori (Codacons di Lecce, Federconsumatori e Adoc), le quali sottolineano di aver vinto la loro battaglia a tutela dei cittadini. “Il Tar – spiegano – ha ritenuto che l`aumento delle tariffe per il controllo degli impianti termici in provincia fosse ingiustificato e comprendesse voci che non possono rientrarvi. Non risponde quindi a verità che il Tar ha invitato la Provincia a meglio motivare le singole voci: la verità è che il Tar ha annullato quelle tariffe“. Secondo le tre associazioni, la Provincia ora si trova nella scomoda posizione di dover spiegare ai cittadini che hanno presentato l`autodichiarazione o che hanno già subito i controlli per il nuovo biennio che le somme loro richieste e da loro pagate erano eccessive e non dovute. “Che cosa succederà ora? – si chiedono – Si spera che non si ripeta la farsa del Comune di Lecce, dove i cittadini stanno aspettando da tre anni che l`Amministrazione restituisca le somme pagate sulla base di tariffe ritenute illegittime“. Per quanto riguarda Palazzo Carafa, le tre associazioni sottolineano che “la nostra Amministrazione ha dimostrato un senso di tempestività ed efficienza degno di miglior causa“. “Nel corso del giudizio – spiegano – ad ogni censura mossa dalle associazioni, il Comune rispondeva, il giorno prima dell`udienza fissata per la discussione della causa, con un atto che sembrava voler risolvere i dubbi di illegittimità sollevati dalle associazioni. Il Tar ha chiuso un occhio e ha ritenuto corretto questo modo di fare. Restano invece tutti i dubbi di legittimità sul comportamento del Comune, che ha avviato una campagna di autodichiarazioni quando ancora non era terminato il biennio precedente, ha incaricato l`Asea di svolgere i controlli sulla base di una convenzione scaduta sin dall`8-11-2005 (il cui termine di efficacia è stato prorogato inusitatamente solo un mese e mezzo dopo), ha ingiustamente penalizzato i cittadini non applicando una normativa, entrata in vigore l`8 ottobre 2005, che è maggiormente favorevole ad essi“. “Queste censure – spiegano – sono rimaste inascoltate dal Tar, il quale, nella sua piena autonomia, che noi rispettiamo, ha ritenuto fossero infondate. Ma, pur nel pieno rispetto delle istituzioni, Codacons, Federconsumatori, Sunia e Adoc sono intenzionate ad andare sino in fondo e a chiedere un riesame al Consiglio di Stato“. Pronta la replica di Asea. “Comprensibile – viene sottolineato – il tentativo da parte di alcune associazioni di sovvertire, appellandosi al Consiglio di Stato, la sentenza del Tar che convalida l`operato di Asea sul territorio comunale e provinciale; ma altrettanto vero è che, come evidenziato dai nostri legali, la società che gestisce il servizio per conto del Comune e della Provincia ha operato nel pieno rispetto della legge. Alcun accavallamento nello svolgimento dell`attività tra un biennio e l`altro e soprattutto un prosieguo della stessa consentito dalla norma entrata in vigore l`8 ottobre 2005, che dava appunto facoltà al Comune, e per esso ad Asea, di continuare l`attività precedentemente avviata.
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