Commercio con Paesi extra-Ue: -2,6 mld
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Consumi in crescita ma è assalto ai discount e grande distribuzione
Commercio con Paesi extra-Ue: -2,6 mld
Roma. Per il sesto mese consecutivo a gennaio 2006 sono cresciute le vendite al dettaglio. Un trend che conferma «segnali di risveglio», come li ha definiti ieri l?Istat, per i consumi ma anche quella crescita a due velocità che vede galoppare la grande distribuzione (le vendite al dettaglio nei discount addirittura crescono del 7,9%) a discapito della rete di piccoli negozi e botteghe che, al netto dell?inflazione di gennaio al 2,2%, «tornano sotto quota zero, a -0,8%», come calcola la Confesercenti.
Gli italiani tornano dunque a comprare ma puntano al risparmio e ai beni di prima necessità: gli alimentari (a gennaio vendite +2,4% rispetto allo stesso mese del 2005) vanno meglio dei non alimentari (+1,7%) e tra questi ultimi in cima alle preferenze ci sono comunque prodotti necessari, i farmaceutici (+3,7%). In coda alla classifica delle vendite troviamo beni di cui in fondo si può rinviare l?acquisto, dai mobili ai giocattoli, dagli articoli sportivi ai gioielli, tutti comparti che non raggiungono un punto percentuale di crescita.
Un po? la politica dei prezzi («gli hard discount consentono risparmi fino all?80% rispetto ai negozi tradizionali», sottolinea il Codacons) un po? la comodità di avere tutto a portata di mano, la ripresa dei consumi sembra tutta indirizzata verso le grandi catene. In complesso a gennaio le vendite della grande distribuzione sono cresciute del 2,7% (nei piccoli negozi la crescita è di poco più della metà all?1,4%) e vanno bene non solo gli hard discount ma anche gli ipermercati (+2,6% e +3,0% in particolare per il settore alimentare) e i grandi magazzini (+2,3%).
«Ancora una volta l?Istat – commenta la Confesercenti – è costretta a fotografare lo stato di difficoltà in cui versano le piccole imprese, costrette a pagare il conto salatissimo del clima di sfiducia e del conseguente calo dei consumi, oltre all?aumento di tasse, tariffe locali, costi di gestione, eccetera. L?auspicio – prosegue la confederazione che rappresenta appunto soprattutto i piccoli e medi esercizi – è che il prossimo governo sappia recepire il grido d?allarme che andiamo lanciando ad ogni pubblicazione dei dati sulle vendite, affinchè si adottino le misure necessarie a restituire fiducia al Paese ed a rilanciare i consumi per fermare la moria di aziende e la desertificazione dei centri urbani».
Per i consumatori, invece, la scelta è essenzialmente legata ai prezzi e la ripresa, non a caso, riguarda le vendite nei discount che sono a portata di tutte le tasche. «I dati Istat – dichiara Anna Tuteur, responsabile delle relazioni esterne di Auchan e Sma – confermano che la grande distribuzione riesce a dare risposte concrete per salvaguardare il potere di acquisto dei consumatori diventato sempre più debole».
Intanto nel mese di febbraio 2006, fa sapere l?Istat, l?Italia ha registrato un deficit commerciale con i paesi extra-Ue pari a 2.591 milioni. Le esportazioni sono aumentate del 17,6%, mentre le importazioni sono cresciute del 30,5%. Nel bimestre il deficit è pari a 6.210 milioni, il dato peggiore dal 1993. Al netto dei prodotti energetici la bilancia commerciale nel bimestre gennaio-febbraio sarebbe positiva.
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