23 Marzo 2006

Cinquantuno sono del Congo, altre thailandesi e coreane

Aerei: l`Ue mette al bando 92 compagnie

Cinquantuno sono del Congo, altre thailandesi e coreane



BRUXELLES. Cinquantuno sono del Congo, 13 della Sierra Leone, 11 della Guinea, 6 dello Swaziland, 3 della Liberia, 2 del Kazakistan. Sono in tutto 92 le compagnie aeree messe al bando dai cieli europei a cui vanno ad aggiungersi tre vettori per i quali sono previste restrizioni operative. La Commissione europea ha da ieri adottato la prima “lista nera“ delle carrette dei cieli che da sabato saranno vietate in tutta la Ue. “E` una misura che farà scuola“ ha dichiarato il commissario Ue ai Trasporti Barrot. Preparata negli ultimi mesi sulla base dei dati forniti dalle autorità degli stati membri, dopo l`ondata di incidenti dell`ultima estate, la “black list“ è stata stilata al termine di riscontri che spesso hanno dell`incredibile: come il fatto che in Africa girano ancora aerei fabbricati nell`ex Urss utilizzati per scopi militari, e poi riconverti per l`aviazione civile. L`elenco segnala aspetti quali “serie deficienze nella sicurezza“ emersi durante i controlli sui velivoli nei paesi membri come anche la “mancanza di capacità“ nel “dare una risposta“ ai problemi di sicurezza rilevati. Si tratta comunque di un primo passo della Commissione Ue dal momento che la lista verrà “aggiornata – è stato annunciato – quando si riterrà necessario e almeno una volta ogni tre mesi“. Sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale Ue di domani ed entrerà in vigore dal giorno successivo. Per essere rimosso dalla lista un vettore aereo dovrà rivolgersi alla Comissione Ue o a uno stato membro. Un comitato di esperti esaminerà gli elementi di prova presentati e la Commissione emetterà un parere. L`elenco comprende un totale di 300 aerei quasi tutti facenti parte di vettori africani (una buona parte sono solo destinati però al trasporto merci) e non contiene linee europee. Nel mirino sono finite soprattutto la Repubblica Democratica del Congo (con 51 compagnie incluse), la Guinea Equatoriale (11), la Liberia (3), la Sierra Leone (13), lo Swaziland (6). Ma ci sono anche compagnie di Paesi come la Corea, le Comore, l`Afghanista, il Ruanda, il Kazakistan, il Kirghizstan e la Thailandia. In Bangladesh e Libia due compagnie sono state invece sottoposte a rigorose restrizioni. Si tratta di una misura che “farà scuola“ in altre parti del mondo, ha rilevato Barrot per il quale la lista europea potrà avere un “effetto dissuasione“ nei confronti dei voli-spazzatura. L`elenco potrà per esempio “prevenire la possibilità che un tour-operator utilizzi all`ultimo momento una compagnia poco sicura“, ha ricordato il commissario Ue, sottolineando il fatto che grazie alla sua ampia diffusione, la “black list“ avrà un impatto anche al di fuori delle frontiere Ue e incoraggerà tutti i vettori aerei che operano in Europa a rispettare pienamente le norme di sicurezza. E Bruxelles ha già attivato i propri mezzi per darne la maggior diffusione possibile tramite il sito internet della Commissione europea, ma anche attraverso la pubblicazione nelle agenzia di viaggi. Barrot ha poi sottolineato quelli che saranno i tre “pilastri“ della strategia europea, e cioè la “prevenzione“, la “repressione“ e le “indagini“. Della prima fase si occupa da tempo l`Agenzia per la sicurezza aerea europea (Aesa) che rilascia “certificati alle compagnie di paesi terza“, mentre la seconda è di fatto stata avviata proprio con la “lista nera“. Per la fase delle indagini bisognerà invece attendere il 2007. “Finalmente abbiamo raggiunto un`omogeneità di giudizio nel garantire la sicurezza nel trasporto aereo in tutta l`Ue“, ha commentato soddisfatto il presidente della commissione trasporti dell`Europarlamento, Paolo Costa. Pronto l`intervento dei consumatori: il Codacons chiede che ogni agenzia turistica affigga nei locali aperti al pubblico la lista nera dell`Unione Europea e che sia inserito nei contratti tipo l`elenco delle compagnie aeree con le quali il tour operator opera. Se, infatti, è certo che in Italia tali compagnie aeree non possono operare, questo non esclude che un cittadino italiano, con tour operator italiano, trasferendosi da una località estera ad un`altra, finisca, in caso di cancellazione del volo previsto, con l`utilizzare il velivolo di una compagnia inserita nelle black list.

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