14 Marzo 2006

Ricette false, arrestati medici e farmacisti

NAPOLI Sono ritenuti responsabili di una truffa al Servizio sanitario nazionale di circa 4 milioni di euro le 38 persone arrestate ieri dai carabinieri del Nas di Napoli che hanno eseguito altrettante ordinanze di custodia cautelare (nove in carcere, 29 ai domiciliari) emesse dal gip del Tribunale di Napoli Nicola Miraglia del Giudice. L`inchiesta è relativa a un giro di ricette false, emesse a nome di ignari assistiti e liquidate da farmacie compiacenti. Secondo quanto è emerso dalle indagini, le persone arrestate avevano costituito un`organizzazione criminale, composta da medici, farmacisti e loro collaboratori, informatori medico-scientifici, titolari di aziende e depositi farmaceutici, tutti responsabili di associazione a delinquere finalizzata a sistematiche truffe in danno dell`Ssn, ricettazione e falso. Le indagini, avviate nei primi mesi del 2004, hanno permesso di stabilire che la truffa, messa in atto nel territorio dell`Asl Napoli 1 e Benevento 1, è stata realizzata utilizzando i ricettari in dotazione esclusiva dei medici coinvolti, oppure ricette prese da segreterie di medici di base o loro sostituti, con l`indebita prescrizione, a nome di ignari assistiti, di specialità medicinali sponsorizzate da informatori medico-scientifici, con la successiva richiesta di liquidazione all`Asl competente da parte di farmacie conniventi. Agli arresti domiciliari c`è anche il presidente di Federfarma della provincia di Benevento, Luigi Lavorgna, titolare di una farmacia a Ponte. Secondo quanto è emerso prosegue la nota la struttura delinquenziale trovava il suo cardine in alcuni informatori medico scientifici che, oltre a promuovere la proscrizione in elevatissime quantità di farmaci da parte di medici di base, provvedevano anche alla raccolta di impegnative falsificate, poi distribuite a farmacie compiacenti. Dalle indagini è emersa la duplice condotta criminosa della segretaria di uno studio medico che è stata arrestata la quale, dopo aver sottratto le ricette, formulava false prescrizioni per poi cederle ai rappresentanti di medicinali. Sia l`esame delle ricette che presentavano elementi da far ritenere che si trattasse di prescrizioni falsamente compilate sia numerose intercettazioni telefoniche, sia dalle informazioni assunte da pazienti ignari avrebbero confermato l`ipotesi investigativa dell`esistenza di un sodalizio criminoso, delineando il ruolo di ciascuno. Gli indagati sono complessivamente 43. “Più volte abbiamo chiesto evidenzia il Codacons di indagare sui rapporti tra medici, farmacisti e industrie farmaceutiche. Tramite informatori medico scientifici senza scrupoli e dottori compiacenti e disonesti si possono vendere farmaci inutili o costosi pur di arricchirsi a vicenda. Occorrono verifiche a tappeto“.

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