“Nessun aumento alla pensione per questo ho citato Berlusconi“
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fonte:
- Corriere della Sera
“Nessun aumento alla pensione per questo ho citato Berlusconi“
“Io ci speravo in quei cento euro in più al mese. Mi servono. L`ho votato per questo Silvio Berlusconi, e ho pure convinto i miei familiari. Guardi qui che aumento ho avuto. Come si fa ad andare avanti così in due?“. Ida Severini ha 78 anni ed è delusa. Il presidente del Consiglio – spiega al giudice di pace Gabriella Caiazzo – non ha rispettato il contratto con gli italiani, quello siglato l`8 maggio 2001 a “Porta a Porta“. “Prendo 388 euro al mese, mio marito, che faceva il muratore, 576. La sua pensione se ne va per l`affitto e le bollette, campiamo con la mia“. Fino al 2002 il vitalizio era ancora più misero, poi sono arrivati 78 euro in più, ma i 516 sono rimasti una promessa. “A me sarebbero bastati, non sarei venuta qui“, ammette la pensionata di San Cesareo, infagottata per il freddo in un giaccone nero con sciarpa a disegni colorati. Ha un viso liscio e rotondo, i capelli candidi, gli occhi che di tanto in tanto lanciano lampi di sfida. Anche se ha l`appoggio del Codacons, anche se fra i suoi legali figura Antonio Di Pietro, leader dell`Italia dei Valori, Ida sa di aver ingaggiato una battaglia dura: è Davide, e dall`altra parte c`è Golia. Ieri, prima udienza della causa intentata a Berlusconi e alla presidenza del Consiglio, la pensionata è arrivata puntuale alle 11 in via Teulada con una delle figlie, Annamaria Picchio, e con gli avvocati Carlo Rienzi e Luciano Fanti. Dal taschino della giacca di Rienzi spuntava un rospo di gomma, un gesto che il presidente del Codacons ha motivato così: “Non bisogna ingoiare i rospi“. L`obiettivo di Ida è “far dichiarare e accertare la responsabilità precontrattuale“ del premier: 2.500 euro il risarcimento richiesto, a metà con l`associazione. Altrimenti il giudice dovrebbe condannare il presidente del Consiglio in base all`articolo 2043 del codice civile, cioè per inadempienza. Il danno è quantificato nella stessa cifra. Per l`avvocato dello Stato, Gianni De Bellis, la magistratura non può decidere sulla controversia: “C`è un difetto assoluto di giurisdizione“, sostiene il legale che assiste Palazzo Chigi. “Il contratto con gli italiani – osserva – comportava soltanto obblighi di tipo politico“. In base alla Costituzione infatti ogni membro del Parlamento “esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato“. Le promesse di Berlusconi, per essere realizzate, dovevano diventare leggi, ma “nei confronti delle Camere non è ipotizzabile alcuna legittima coartazione“. La signora Severini, peraltro, “non ha potuto usufruire della elevazione della pensione in quanto l`importo annuo della stessa, unita a quella del coniuge, ammonta a 12.129 euro e quindi supera il tetto di 11.944“ introdotto nel 2001. Ieri, comunque, il giudice non è entrato nel merito della vertenza. Il Codacons ha presentato diverse eccezioni preliminari sulle quali non era possibile una decisione immediata. Perciò, dopo aver ascoltato Ida, Caiazzo ha concesso dieci giorni ai legali per depositare le proprie osservazioni. E la causa sarà definita in un`altra udienza.
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