6 Marzo 2006

Il prossimo Primo Aprile ci sarà poco da ridere sulle bollette della luce e del gas


Il prossimo Primo Aprile ci sarà poco da ridere sulle bollette della luce e del gas, gli aumenti saranno superiori al 2% per entrambe le voci e pari a 28 euro in più di spesa all`anno per la famiglia italiana media. Così dicono le anticipazioni dell`istituto Rie diffuse ieri, ma nel caso del metano si rischia persino una batosta due o tre volte più pesante: la questione infatti è sub iudice, dipenderà da una sentenza del Consiglio di Stato attesa per il prossimo 21 marzo. Anche l`organizzazione di consumatori Codacons annuncia il ricorso alla giustizia amministrativa (il Tar) contro “rincari inaccettabili che rappresentano l`ennesima stangata per le tasche delle famiglie italiane“. Il Codacons afferma pure che “gli incrementi delle tariffe dimostrano come l`emergenza gas, nonostante le rassicurazioni del governo, sarà scaricata sui consumatori“. Ed è un`emergenza, questa, che non accenna a finire, nonostante la morsa del freddo si sia un po` allentata: l`Eni comunica che l`altroieri sono transitati nelle sue tubature 68 milioni di metri cubi di gas sui 74 richiesti, con una riduzione dell`8,1% e un impatto complessivo sui consumi nazionali del 2,2%, e ieri il deficit è stato di 4 milioni di metri cubi pari a -5,4% del richiesto e all`1,6% dei consumi italiani. Le indicazioni sulle tariffe del Rie di Bologna (Ricerche industriali energetiche) non sono ufficiali, ma l`istituto utilizza gli stessi criteri di calcolo dell`Authority regolatrice e ne anticipa le decisioni di tre mesi in tre mesi, e se qualche volta non ci azzecca è solo perché il Garante ha un margine di discrezionalità che gli consente di spalmare le variazioni di prezzo su periodi più lunghi di quanto vorrebbe l`applicazione meccanica del calcolo aritmetico, inoltre possono mettersi in mezzo (come avviene in queste settimane) le sentenze della giustizia amministrativa. In sostanza le valutazioni del Rie corrispondono a uno sfondo sul quale si proiettano i prezzi dell`energia che tali poi saranno effettivamente, a meno che non intervengano la politica o la giustizia a modificarli. Ebbene, i nuovi rincari in arrivo per il trimestre aprile-giugno sulle bollette secondo il Rie ammonteranno al 2,1% per l`energia elettrica e al 2,2% per il metano, con un impatto sulla spesa media delle famiglie italiane di 28 euro in più (su base annua). In dettaglio, il centro di Ricerche industriali energetiche prevede un impatto sulle bollette della famiglia tipo – cioè residente e con consumi di 225 chilowattora al mese e con una potenza impegnata di 3 kW – di 1,1 euro in più a bimestre, pari cioè a un maggior costo, su base annua, di 6,6 euro. Per quanto riguarda invece il gas, il Rie anticipa un aumento di 1,5 centesimi di euro al metro cubo, che per la famiglia tipo – con consumi annuali di 1400 metri cubi – si traduce in un aggravio di 21 euro l`anno. Dalla somma delle due voci si ricavano 28 euro complessivi. Il presidente del Rie, Davide Tabarelli, spiega che le bollette elettriche potrebbero subire non solo l`effetto del caro-petrolio e quello del rialzo del prezzi sulla borsa elettrica ma anche le prime conseguenze del decreto sull`emergenza gas. Si tratta delle misure adottate per contrastare la crisi delle forniture dalla Russia e l`aumento dei consumi dovuto all`ondata di freddo invernale, e fra esse c`è quella che ha permesso di far marciare non a gas ma a olio combustibile (più caro) alcune centrali per la generazione elettrica. Il Rie prevede da questa sola misura un impatto annuo di 250 milioni di euro, che ovviamente verrà scaricato sulle tariffe – benché sia da verificare quanto inciderà sul prossimo aggiornamento trimestrale. Per quanto riguarda il gas gli aumenti potrebbero arrivare fino al 4-5% rispetto al 2,2% previsto dal Rie, in conseguenza di una diatriba fra le compagnie di distribuzione e l`Authority. Le compagnie si sono infatti rivolte al Tar contro una delibera del Garante che aveva ridotto la remunerazione riconosciuta agli stessi distributori, e il Tar ha dato ragione a questi ultimi, ma a sua volta l`Autorità di Alessandro Ortis è ricorsa al Consiglio di Stato e se l`avrà vinta le bollette peseranno di meno, ma se non riuscirà a spuntarla si scaricherà sulle tariffe la maggior remunerazione dovuta ai distributori.

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