3 Marzo 2006

Stangata sui mutui-casa






Roma. Il rialzo dei tassi d?interesse dà nuovamente vigore all?euro, messo in ombra dalla rimonta di superdollaro, sui mercati dei cambi. Dà nuova forza alla teoria tedesca di una moneta forte, specchio di un?economia europea forte. Ma non aiuta Paesi che hanno accumulato un elevato debito pubblico come l?Italia. Così gli esperti prevedono che, dopo cinque anni di ininterrotta discesa, nel 2006 la spesa per interessi sul debito pubblico dovrebbe stabilizzarsi o lievitare leggermente. Mentre le associazioni dei consumatori lanciano l?allarme sul caro-casa. Il Codacons prevede aumenti dei prezzi. E l?Adusbef calcola che la spesa per i mutui potrebbe salire di 155 euro all?anno. Il bilancio dello Stato. Per il 2006 non è atteso un rialzo complessivo della spesa per interessi quanto invece una sostanziale stabilità rispetto ai livelli del 2005 quando la spesa è scesa dal 5,1% del 2004 al 4,6%. Ad addolcire lo scenario contribuisce il profilo delle scadenze dei Btp, titoli che rappresentano complessivamente il 58,49% dello stock del debito pubblico. Quest`anno tre vecchie emissioni sono rinnovate con nuovi Buoni meno costosi per il Tesoro. L`aumento dei tassi si fa sentire sui Bot, che però rappresentano il 10,24% dei titoli di stato e sui Cct pari al 16,23%. La spesa delle famiglie.Secondo l?Adusbef guidata da Elio Lannutti, l?impatto del ritocco di Trichet sulla totalità dei titoli in essere comporterà una maggiore spesa per il sistema Italia di 3,2 miliardi di euro. Per quanto riguarda i mutui, l?Abi assicura che il costo del denaro resterà moderato dopo la decisione della Bce di alzare i tassi di interessi di un quarto di punto. Ma il vero nodo è il tasso variabile. «I consumatori hanno firmato contratti con tassi indicizzati, invece di tassi fissi, indotti dai cattivi consigli delle banche», denuncia l?Adusbef. L?associazione fornisce alcuni esempi su come calcolare il caro-mutui. Un prestito di 100.000 euro a dieci anni al 4% comporta una rata mensile di 1.012,45 euro o semestrale di 6.115,67. Con un aumento del tasso al 4,25 rincara di 11,92 euro la rata mensile e di 74,02 euro quella semestrale. Invece un mutuo di 200.000 euro a 10 anni al 4% comporta una rata mensile di 2.024,90 euro o semestrale di 12.231,34. Un aumento del tasso al 4,25 fa scattare un rialzo di 23,84 euro sulla rata mensile o di 148,04 euro sulla rata semestrale.

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