2 Marzo 2006

Milano-Torino, stop di 3 ore e disagi per 10 mila passeggeri

Caos dopo il guasto a uno scambio, fermati 30 convogli. Il comitato viaggiatori lancia una lotteria: “Ci compreremo un locomotore“

Bloccati i binari, torna la protesta dei pendolari

Milano-Torino, stop di 3 ore e disagi per 10 mila passeggeri. Altroconsumo: in ritardo l`84% dei treni



MILANO – Non è successo di lunedì: “Giorno nero per chi viaggia“, alzano le braccia i pendolari. E neppure di giorni pre o post grande-festa: “Tra Natale e Capodanno più di otto convogli su 10 hanno accumulato ritardi: un terzo superiori ai 30 minuti“, denuncia Altroconsumo. Ma è successo ancora, proprio nel giorno del vertice tra Ferrovie e governi regionali per far fronte all`emergenza: causa guasto a uno scambio della linea Torino-Milano, 300 pendolari ieri sono scesi sui binari e li hanno occupati, a Vittuone. Per quasi tre ore. “Perché l`eccezione è diventata la norma“, è stata la dichiarazione di guerra. Risultato: 30 treni bloccati, 10 mila passeggeri coinvolti, ritardi a catena per tutta la mattinata. Ma anche scontro tra comitati: con da una parte i pendolari del Novarese – gli organizzatori del blocco che hanno raccolto la solidarietà del segretario di Rifondazione Fausto Bertinotti e di pezzi di associazioni dei consumatori – e dall`altra i “cugini“ torinesi che puntano il dito contro la politica dei “blocchi boomerang“.

LA PROTESTA – “Arrabbiature sacrosante, ma così facciamo male solo a noi stessi“, avverte Cesare Carbonari. “Meglio una lotteria regionale per comprarci nuovi locomotori: la lanceremo oggi“. Dopo le soppressioni da zecche in carrozza, i ritardi da nuovo orario e l`assalto alla diligenza da super affollamento natalizio, il popolo dei treni è di nuovo in rivolta. Questa volta è bastata la soppressione del Novara-Milano delle 7.19 per far scattare il blocco della linea. “Un ritardo di 40 minuti per duemila persone è stato trasformato in uno di tre per 10 mila utenti“, afferma Giancarlo Laguzzi, responsabile trasporto regionale di Trenitalia. “Volevamo solo guadagnarci il diritto a salire su un Eurostar e arrivare al lavoro con un ritardo decente“, ribattono i pendolari. Vecchia storia anche per il segretario della Fit-Cisl Dario Balotta che elenca i disservizi di ieri: “Accumulatori rotti sul primo treno del mattino, guasto allo scambio sul secondo, pantografo strappato su un terzo in viaggio verso Torino“. Solidarietà ai pendolari è arrivata da Bertinotti: “Ogni giorno sono obbligati a prendere un treno che, per percorrere 23 chilometri, impiega un`ora e un quarto“. Il Codacons ha chiesto un mese di abbonamento gratis. Come è stato concesso ai pendolari Intercity dalla Regione Emilia Romagna: “Un risarcimento per i continui disagi subiti“.

L`INDAGINE – La misura-tampone piace anche ad Altroconsumo. Che però avverte: “Sono un risarcimento minimo: ogni anno un pendolare perde 300 euro causa ritardi e soppressioni“. E non ci sono i pendolari per lavoro. “Su 706 treni “monitorati“ durante il periodo natalizio, l`84% è arrivato fuori orario: per un terzo di questi il ritardo supera i 30 minuti“, dice il presidente Paolo Martinello. Convogli lumaca soprattutto quelli diretti al Sud: in media 42 minuti di ritardo (con punte di quasi 7 ore) contro i 22 di quelli che viaggiano nella direzione opposta. “La destinazione più rischiosa è Palermo: qui il ritardo medio registrato è di un`ora e 52 minuti“. Seguono Reggio Calabria (73 minuti) e Bari (54). Ma l`associazione punta il dito anche contro “il taglio di molti convogli e i rincari introdotti dal nuovo orario ferroviario“. Gli esempi: 68,5% per la Milano-Savona, 66,1 per la Milano-Rimini.

IL VERTICE – Ieri ritardi e orari sono stati portati sul tavolo di un vertice tra le Ferrovie e i governi regionali. Il bilancio parla di un miglioramento alla voce “puntualità dei treni“. “Molto resta da fare sul fronte manutenzione, pulizia e informazione“, dice l`assessore ai Trasporti della Campania Ennio Cascetta. Quanto all`orario prima correzione il 26 marzo (“per eliminare le disfunzioni“ introdotte a dicembre), quindi una seconda a giugno e una a settembre. Intanto nuovi disagi attendono il popolo dei treni. Confermato lo sciopero di 24 ore, dalle 21 di domani alle 21 di sabato.

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