Metano e benzina: il cocktail esplosivo che incendia i prezzi
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fonte:
- La Nazione
PISA L`inflazione rialza la testa e insidia pericolosamente stipendi e pensioni. Nel mese di febbraio stando alle rilevazioni dei prezzi e ai dati elaborati dall`Ufficio Statistica del Comune di Pisa si è infatti registrato nella nostra città un aumento medio dei prezzi al dettaglio addirittura dello 0,5%. Un consistente balzo in avanti ? senza dubbio il più marcato degli ultimi mesi ? che ha fatto lievitare il tasso tendenziale annuo di inflazione al 2,3% rispetto al 2,2% del mese di gennaio. Un andamento in netta controtendenza rispetto al trend rilevato dall`Istat a livello nazionale: da un capo all`altro dello Stivale, infatti, negli ultimi trenta giorni è stato registrato un aumento dei prezzi al dettaglio dello 0,2% che ha fatto diminuire il tasso di inflazione dal 2,2% di gennaio al 2,1%. A infiammare i prezzi è stato soprattutto il cocktail esplosivo degli aumenti del gas metano e degli altri combustibili da riscaldamento e della benzina insieme a un tangibile incremento registrato nel capitolo tabacchi. Scendendo nei dettagli è proprio la voce “bevande alcoliche e tabacchi“ a registrare il più consistente incremento dei prezzi (+1,9% in un mese; +4,4% su base annua). Il capitolo “abitazione, acqua, energia e combustibili“ registra una crescita dei prezzi su base mensile dello 0,7% che fa volare l`aumento su base annua al 5,8%, in assoluto la variazione più consistente tra quelle oggetto della rilevazione. Marcato anche l`aumento (+2,4% in un mese e +2,6% in un anno) delle spese per “salute e sanità“ dovuto essenzialmente al lievitare delle parcelle per le visite mediche specialistiche che annullano, nella media, il beneficio derivante dagli sconti applicati al costo dei medicinali in farmacia. Tangibile anche l`incremento del settore “servizi ricettivi e ristorazione“ (+0,5% in un mese e +3,2% in un anno) determinato sostanzialmente dal ritocco al rialzo dei listini degli alberghi. Meno doloroso è l`andamento del settore “ricreazione, spettacoli e cultura“ che segna una diminuzione media mensile dello 0,5% e si attesta su un modesto +0,7% su base annua soprattutto grazie al contenimento dei prezzi dei prodotti ad alto contenuto tecnologico. Sul versante dei commenti da registrare la caustica osservazione del cartello delle associazioni dei consumatori che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che si dice “esterrefatto“ per i dati diffusi sull`inflazione “lontani anni luce dalla realtà affrontata ogni giorno dalle famiglie. Quanto ai forti aumenti nel prezzo dei prodotti petroliferi è necessario decidere meccanismi di calmieramento per rendere meno gravi le ricadute di tali prezzi su famiglie e attività produttive. Infatti, solo la variazione della benzina, da febbraio 2005 a febbraio 2006, ha comportato un esborso maggiore per le famiglie una spesa di 140 euro in più per il pieno di carburante e ha fatto però guadagnare allo Stato più di 2 centesimi al litro tra accisa e Iva, pari a un maggiore introito di 480 milioni di euro l`anno“.
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