28 Febbraio 2006

Biodiesel, un affare ecologico

Biodiesel, un affare ecologico

Raccolta di firme per la legge da Coldiretti, Legambiente e Codacons




L?unione fa la forza. E magari porta le firme necessarie che Coldiretti, Legambiente e Codacons chiedono ai veronesi per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare che parte proprio da Verona, portata avanti dal sindacato degli imprenditori agricoli, per la promozione della produzione e dell?impiego di biomasse e di biocarburanti di origine agricola. Lo scopo è quello di produrre in Italia un milione di tonnellate di biodiesel che, integrati nei distributori tradizionali al 5%, possano assicurare l?autonomia a circa 10 milioni di auto per un intero anno. Il biodiesel deriva dall`esterificazione (un processo chimico) degli olii vegetali ottenuti da colture come la colza e il girasole e consente di ridurre dell`80 % le emissioni di idrocarburi dannosi alla salute e del 50 % quelli di particolato e polveri sottili.
Dall`1 al 6 marzo, saranno allestiti gazebo per la raccolta delle firme nei mercati settimanali dei principali paesi della provincia di Verona e in città. Nel capoluogo si muoveranno anche tre pullman che si sposteranno tra i quartieri per promuovere la conoscenza delle potenzialità dell`impiego di biomasse e biocarburante per l`abbattimento delle polveri sottili e dell`inquinamento atmosferico in generale. Quindi per il miglioramento della qualità della vita.
«La nostra mobilitazione rifiuta ogni logica assistenzialista – spiega Damiano Berzacola, vicepresidente di Coldiretti – puntando invece a valorizzare tutte le opportunità che la società postindustriale può offrire, garantendo reddito alle imprese e migliore qualità della vita per i cittadini, grazie al contenimento delle emissioni delle auto. Contro l?inquinamento e il caro petrolio è necessario investire in energie alternative come i biocarburanti ottenuti da coltivazioni quali girasole, soia e colza che l?Italia può produrre in abbondanza e che l?aumento dei prezzi del greggio rende più competitivi soprattutto alla luce del contributo che possono offrire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto con la riduzione delle emissioni di gas per provocano l?effetto serra».
La proposta di legge, in otto articoli, prevede che a partire dal 2007 i produttori di benzina e diesel siano obbligati a immettere al consumo biocarburanti di origine agricola, in misura pari al 5% delle quantità di carburanti immessi in commercio nel 2006. La percentuale dovrebbe, poi salire progressivamente fino al 2010. Per le imprese agricole impegnate nella produzione della biomassa sono previsti contributi sotto forma di credito d`imposta per 65 milioni di euro l`anno dal 2006 al 2010. È prevista anche un`esenzione dall`accisa per il 50% del contingente.
Al di là delle positive ricadute ambientali, commenta il direttore della Coldiretti veronese Lucio De Marchi, «riteniamo che l`agricoltura in questo momento possa avere un`altra via d`uscita nel coltivare produzioni che abbiano un impiego diverso da quello alimentare».
L`Unione europea ha già aumentato del 35% la produzione di biodiesel, ottenuto da coltivazioni agricole, come la colza, e ha in progetto di raddoppiare la produzione di biocarburanti fino a 28,43 miliardi di litri fra biodiesel, bioetanolo e combustibile da biomasse. La Francia ha annunciato di voler triplicare la propria capacità di produzione di biocarburanti con la coltivazione entro il 2007 di un milione di ettari di terreno. Cifra cento volte superiore a quella italiana, che conta solo 10mila ettari. Un?iniziativa quella di Coldiretti che trova il totale appoggio di Legambiente. Secondo Vincenzo Parise della segreteria scaligera dell?organizzazione ambientalista «sono essenzialmente tre i motivi per cui raccogliere queste firme. Una considerazione ambientale e sanitaria, un`altra strettamente economica e una di politica energetica».

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