24 Febbraio 2006

Polizze auto: gli agenti contro il Codacons

Duello sulle tariffe assicurative
Polizze auto: gli agenti contro il Codacons
Fa discutere l`inchiesta del Messaggero Veneto sulle tariffe delle Rc auto


Ieri il presidente provinciale dello Sna (sindacato degli agenti assicurativi) Giovanni Cozzarizza è intervenuto sul problema “in primis per chiarire che, in provincia, gli aumenti medi 2006 non sono del 4% (come aveva sostenuto il Codacons) e per confutare il raddoppio delle tariffe negli ultimi 4 anni. Concordiamo, invece – ha detto Cozzarizza – sul problema della mancanza di concorrenza in materia Rc Auto. Su questo lo Sna ha già preso una posizione netta con il comunicato stampa dello scorso 20 febbraio, che recita: “Riguardo alla questione dei rincari Rc, la ragione ai cittadini; la Federazione Sna-Unapass, che rappresenta oltre 22 mila agenti, sta dalla parte degli utenti. Il mercato assicurativo italiano è caratterizzato dalla presenza di un gruppo d`imprese dominanti (tre gruppi assicurativi detengono oltre il 50% mercato-danni) e da un sistema distributivo basato su agenti in esclusiva (possono vendere polizze di una compagnia)“. Tali fattori costituiscono un blocco della concorrenza e una barriera all`ingresso delle compagnie straniere. Le compagnie d`assicurazione operanti in Italia nel 1988 erano 257, nel 2003, 249. La Federazione Unitaria Sna-Unapass sta portando avanti con forza la richiesta d`abolizione del vincolo di esclusiva unilaterale, imposto dalle imprese d`assicurazione alla loro rete“. “Solo un agente più libero, che abbia la possibilità di soddisfare le esigenze assicurative del cliente in assoluta autonomia, collocando il rischio anche presso altri assicuratori in regime di pluri-mandato – ha continuato Cozzarizza – può rappresentare una reale svolta nello sviluppo del comparto assicurativo italiano e portare a un significativo calo delle tariffe. Su questo punto, in sede romana, il Codacons può aiutare con il suo notevole peso. Riguardo invece ai consigli di Codacons (“battere i pugni sul tavolo“ per ottenere sconti che si suppone gli agenti possano fare, e rivolgersi alle compagnie telefoniche) sembrano entrambi fuori luogo. Il primo perché porta solo a un inasprimento del conflitto agente/cliente, del tutto inutile visto che non è l`agente, ma la compagnia, a fare le tariffe. Il secondo perché dà per scontato che le compagnie telefoniche offrano a prezzi stracciati lo stesso servizio: non è così (i prezzi non sono così bassi e comunque il servizio è di molto inferiore). Del resto se nonostante campagne pubblicitarie martellanti, le “telefoniche“ si sono conquistate il 2% dei clienti un ragione ci sarà. Evidentemente i consumatori hanno fatto i confronti e hanno fatto le loro scelte“.

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