23 Febbraio 2006

Calabresi sempre più indebitati

Calabresi sempre più indebitati

Secondo il Codacons è allarme per il credito al consumo. Si fanno prestiti anche per i libri di scuola





CATANZARO. In Calabria è allarme per il credito al consumo. È quanto emerge dai dati forniti dal Codacons. ?I calabresi – si legge in un documento dell?associazione dei consumatori – ricorrono al credito al consumo non solo per acquistare la casa, l?automobile o gli elettrodomestici, ma anche per celebrare il matrimonio o la comunione dei bambini, per pagare i libri della scuola, per fare la spesa e addirittura per comprare il telefonino alla moda. Tirando le somme ciascun Cittadino della nostra regione ha già un debito di 1.000,00 euro con le varie società finanziarie ed i diversi istituti di credito. Colpa del caro vita – sottolineano dal Codacons – che dall?arrivo dell?euro continua a svuotare le tasche dei cittadini. Così, mentre prima si chiedeva un prestito solo per grandi acquisti, ora si è costretti a domandare credito anche per far spesa nell?alimentare o comprare i testi scolastici dei bambini. Dai dati elaborati dalla Banca d?Italia risulta che nello scorso anno l?indebitamento delle famiglie in Calabria è arrivato a quota 2,4 miliardi di euro, segnando un aumento di oltre il 10 per cento rispetto all?anno precedente. Dall?indagine del Codacons emerge che sono mutate le ragioni per cui si ricorre ai prestiti negli ultimi anni: ?Prima il motivo era legato sempre, oltre ovviamente alla prima casa, all?acquisto di automobili o di grandi elettrodomestici – spiega Francesco di Lieto, presidente del Codacons calabrese – ora, invece, si ricorre al credito al consumo per mantenete lo stesso tenore di vita degli anni passati, quando si comprava ancora in lire?. I finanziamenti vengono richiesti per ogni tipo di acquisto: dai libri scolastici, ai beni di prima necessità – come pasta, latte e uova – o, addirittura, per comprare il telefonino. Ed è per queste piccole spese che l?indebitamento è cresciuto; un incremento del 20-25 per cento se facciamo riferimento a quanto accadeva soltanto tre anni addietro. Oggi in testa agli acquisti per cui i Cittadini chiedono un finanziamento restano pur sempre le case: i mutui infatti rappresentano circa il 60 per cento del debito in Calabria. La notizia ?curiosa? arriva quando si esaminano le altre ragioni per cui si ricorre al finanziamento – prosegue il Codacons – il 50 per cento riguarda richieste di acquisto di automobili, moto e scooter; le altre voci sono l?arredamento per la casa, l?acquisto di elettrodomestici e prodotti di telefonia. Ma la vera novità è rappresentata dall?ultima voce: circa il 5 per cento del totale delle richieste di finanziamento riguarda operazioni mediche, visite dentistiche, libri, prodotti alimentari e matrimoni. Ragioni per le quali nessuno, almeno fino al 2001, si sarebbe mai sognato di domandare credito?. Da queste considerazioni, secondo il Codacons, emerge che, a causa del caro-vita, per poter mantenere lo stesso tenore di vita di sempre adesso bisogna indebitarsi: chiedere un prestito e rimandare a tempi migliori il pagamento. Ma il pericolo sta proprio qui: ?Se ora i Consumatori sono allettati dall?idea di comprare un prodotto e iniziare a pagarlo nel 2007, non bisogna dimenticare che prima o poi arriverà il momento di saldare le rate – conclude Francesco di Lieto – e lo stipendio, purtroppo, non sarà aumentato?. Per queste ragioni il Codacons ha deciso di organizzare una campagna informativa presso mercati, negozi e supermercati, spiegando ai Cittadini i rischi connessi al credito al consumo. Proprio per contrastare il caro-vita, drammaticamente esploso con l?introduzione dell?euro, il Codacons, da tempo spinge per una legge che tuteli i Consumatori proponendo che sui cartellini delle merci vi sia la doppia indicazione del prezzo, sia quello in euro che in lire. Il Codacons e??contrario alle proposte demagogiche di ritorno alla lira, è l?uso che è stato fatto della nuova moneta, attraverso i ritocchi all?insù dei prezzi – sostiene Francesco di Lieto – ad aver provocato i danni; è quell?intollerabile equiparazione ?1 euro = mille lire? che troviamo assurda, oltre che penalmente rilevante. Per questo l?Associazione sta portando avanti una raccolta di firme per promuovere un disegno di legge popolare che imponga il doppio prezzo euro/lire. Con tale provvedimento – incalza di Lieto – i consumatori, la maggior parte dei quali ragiona ancora in lire, potranno comparare più velocemente i prezzi, stanare i commercianti ?furbi? e diminuire l?ostracismo verso la moneta unica, determinato unicamente da chi ha utilizzato l?euro per speculare sui prezzi. Non dimentichiamo, infine, che con l?indicazione dell?importo anche in lire, potremo tutelare quelle fasce della popolazione più deboli, come gli anziani, che faticano a dare il giusto valore al prezzo espresso in euro. Per concludere Francesco di Lieto si rivolge direttamente al presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, augurandosi che ?dopo aver terminato la lunga serie di nomine, sia arrivato il momento di occuparsi dei problemi dei calabresi?.

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