11 Febbraio 2006

LA NOSTRA SPESA

LA NOSTRA SPESA

Il ministero delle Politiche agricole e forestali ha messo a punto un servizio di sms per aiutare i consumatori di prodotti ortofrutticoli

Il prezzo giusto? Te lo dice un “messaggino“ Nei supermercati cittadini i clienti già controllano telefonino alla mano. Ma per Confcommercio e Coldiretti l`iniziativa è inutile Quanto è giusto spendere per un chilo di arance o di zucchine? Sarà possibile saperlo tutti i giorni, grazie al servizio gratuito “Sms Consumatori“, messo a punto dal ministero delle Politiche agricole e forestali in collaborazione con Intesa consumatori. Si potranno conoscere i prezzi di 50 prodotti ortofrutticoli, semplicemente inviando un sms contenente il nome del prodotto di cui si vuole conoscere il prezzo, ai numeri: 48236 per gli utenti Tim, Wind e Tre, 4312345 per gli abbonati Vodafone. In pochi secondi arriverà la risposta. I prezzi medi al dettaglio sono ottenuti tramite rilevazioni quotidiane effettuate cinque giorni su sette, dal martedì al sabato, da 44 rilevatori in circa 1700 punti vendita tra supermercati, negozi al dettaglio, discount e mercati rionali localizzati in tutto il territorio nazionale. I prezzi all`origine e all`ingrosso, invece, sono forniti settimanalmente dall`Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea). Il servizio è attivo da febbraio e nei supermercati vicentini è già sms mania. Dalle organizzazioni di categoria, Confcommercio e Coldiretti, però, l`iniziativa viene giudicata diseducativa ed inutile.Ernesto Boschiero, vicedirettore della Confcommercio berica commenta duramente: “È un`iniziativa inutile, perché i prodotti ortofrutticoli non sono tutti uguali. In un sms non si può spiegare al consumatore come scegliere il prodotto più conveniente, genuino e di qualità. Non si tratta di trasparenza, quindi, ma di diseducazione del consumatore. Confrontare i prodotti venduti al discount con quelli del supermercato e del negozio non ha senso, perché non viene considerato il diverso servizio reso al cliente, che nella bottega di quartiere viene opportunamente indirizzato nella scelta e consigliato su come portare in tavola i prodotti, mentre nella grande distribuzione il servizio è limitato al carrello dove si può mettere dentro ciò che si vuole“. Per Diego Meggiolaro, presidente della Coldiretti vicentina l`iniziativa non servirà a fare chiarezza, perché evita di considerare i problemi che stanno alla base dei prezzi elevati di frutta e verdura: “la necessità avvertita dai consumatori di conoscere i prezzi all`origine, all`ingrosso ed al dettaglio è frutto di una cattiva informazione, che vuole occultare il reale problema, quello di far capire alla gente come si formano i prezzi. I consumatori non conoscono la filiera e non sanno come si arriva al prezzo finale di ciascun prodotto. Le istituzioni e le organizzazioni di categoria dovrebbero promuovere interventi educativi, per illustrare ai consumatori la filiera ed analizzare, passaggio dopo passaggio, dove possono annidarsi i furbi, ossia coloro che gonfiano i prezzi. Solo così si fa educazione e si mette il consumatore nelle condizioni di poter scegliere risparmiando. Trasparenza sì, quindi, ma non senza educazione“.Non si discosta di molto il punto di vista dell`assessore al Commercio del comune di Vicenza Ernesto Gallo: “È un`iniziativa che profuma di elezioni, che non rivelerà una particolare utilità, perché i cittadini sanno benissimo dove andare a fare la spesa. Forse è arrivato il momento di insegnare come si deve fare a comperare i prodotti, evitando di dare sfogo alle voglie di melone d“inverno e di verze d`estate. Bisogna, quindi, educare alla stagionalità ed a preferire l`acquisto di prodotti provenienti dal territorio. L`Assessorato ha messo a punto la Borsa della spesa proprio con l`obiettivo di orientare i consumatori nelle scelte, con la consapevolezza che non si tratta di uno strumento statistico. Se il Comune avesse soldi sarebbe decisamente utile istituire un numero verde per far conoscere i dati vicentini, fornire indicazioni sulle qualità dei prodotti e la stagionalità“.

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