L`amore sopra tutto
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fonte:
- Il Resto del Carlino
“San Valentino per patrono, ma il prossimo 14 febbraio sarà festa per tutti gli innamorati, fidanzati e non, perché l`amore riguarda ogni persona. Sarebbe da ribellarsi all`ennesima festa consumistica; il Codacons informa che nel 2003 abbiamo speso per san Valentino 900 milioni di euro. Cosa festeggiamo poi quando su cento matrimoni 26 si rompono e in sette anni le separazioni sono aumentate del 52 per cento? Come non bastasse, ci si sposa sempre di meno e in qualche parrocchia nel 2005 non si è celebrato alcun matrimonio. Scopriamo però che questa festa può provocarci, perchè san Valentino è stato un coraggioso. In un tempo in cui i cristiani dovevano scegliere il coniuge tra le persone della stessa fede, lui non ha esitato ad unire in matrimonio un pagano e una cristiana. Oggi in situazioni di questo tipo consigliamo tanta prudenza, quando non ci opponiamo con una serie di saggi ragionamenti. L`educazione all`amore deve stare al centro di ogni progetto e l`accompagnamento di due giovani innamorati non si può sviluppare solo dall`alto di un Sacramento, ma dai primi passi che portano al fidanzamento e alla famiglia. Ogni storia d`amore non conosce solo i momenti felici, ma include la confusione dei sentimenti, l`angoscia dei conflitti, le crisi laceranti e l`inquietudine per un futuro carico di problemi. Di qui l`incertezza, il timore e l`indecisione che allontanano le scelte coraggiose per un`alleanza di vita. Il lavoro precario e le promesse mai realizzate dallo Stato a tutela della famiglia sono argomenti seri che affiancano altri ascrivibili all`annebbiamento della fede e alla fragilità umana. Attraversiamo un tempo segnato da una grave crisi di speranza; un tema che meriterebbe uno svolgimento profondo, ampio e a più voci. Invece lasciatemi riportare una storiella ingenua che stampa un vecchio bollettino. C`erano quattro candele accese che si stavano consumando lentamente. Dice la prima: Sono la Pace, ma sembra che nessuno mi voglia più e allora non mi resta che spegnermi. E così avvenne: piano, piano si lasciò andare. La seconda disse: Io sono la Fede, ma purtroppo non servo a nulla: gli uomini fanno senza di me e non ha senso che resti accesa. Un vento leggero entrò e la spense. Piena di tristezza la terza candela disse: Io sono l`Amore, ma non ho la forza per rimanere accesa; gli uomini non mi considerano e non comprendono il mio valore; tanti vogliono le cose, il successo, il denaro, il potere.Troppi preferiscono odiare! E si lasciò spegnere. In quel momento entrò un bambino nella stanza e vedendo le tre candele spente disse: Ma cosa fate? Voi dovete restare accese, perché ho paura del buio! E si mise a piangere. La quarta candela disse: Non temere e non piangere! Fino a quando io sarò accesa potremo sempre riaccendere le altre candele, perché il sono la Speranza. E il bambino con questa candela riaccese tutte le altre“.
don Licio Boldrin
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