Ieri sera alle 21 riaperto il traffico su via Trionfale
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fonte:
- Il Messaggero
Quando il pullman è riemerso dal dirupo, era ?a testa in giù?, come una bestia in trappola. Era con la parte anteriore, deturpata soprattutto nel lato sinistro, che guardava verso il basso, mentre la gru lo riadagiava sulla Trionfale. Erano le 17, «eccolo», ha mormorato una signora, quasi rispettosa, una delle tante fra i curiosi che hanno assistito al recupero. In fila, cameramen e fotografi si muovevano come formiche alla ricerca del punto di osservazione migliore. L?operazione di rimozione è stata completata alle 17.40, dopo sette ore di lavoro, l?impiego di tre gru. Il pullman bianco, dove dodici sfortunati turisti turchi hanno trovato la morte, aveva tutti i segni, visibili, della tragedia: finestrini in frantumi, le tracce di sangue sui sedili (altre sono sull?afalto), la lamiere che seguono ormai percorsi strani, le tendine rosse che sventolano quasi a lutto. E l?odore di nafta che ancora si sente. Via Trionfale, il giorno dopo la tragedia: la ringhiera divelta, una sorta di balcone da cui si osserva un panorama triste, ora che si sono spente le sirene delle ambulanze. Resta il silenzio di chi attende di vedere il ritorno sulla strada del pullman. «Ma come ha fatto?», è la domanda che ripetono i curiosi, il ragazzino con la fidanzata, il signore che si chiede come mai il segno delle frenata della ruota sinistra sia tanto vicino al terrapieno a destra, segnale evidente che la curva è stata presa molto all?interno. A segnare che l?epilogo della tragedia è ancora in corso, c?è il nastro biancorosso usato dai vigli urbani per isolare la zona. Per consentire il recupero del mezzo – 160 quintali – e installare il new-jersey al posto della ringhiera distrutta, via Trionfale è stata chiusa fino alle 21, mentre fra i residenti della zona rimbalzavano le osservazioni sulla pericolosità della strada. Gli abitanti delle palazzine di via Romeo Romei hanno parlato di scarsa attenzione riservata dal Comune. «C?era da aspettarselo che prima o poi si sarebbe verificato un incidente grave – racconta Maurizio, 20 anni – Non c?è segnaletica. Qui la strada è stretta e la notte è completamente al buio: gli alberi coprono i pochi lampioni che ci sono».
«L?altra notte – aggiunge Elena, residente al terzo piano di via Romeo Romei 45 (l?autobus è precipitato in verticale appoggiandosi sul muro di contenimento del palazzo) – ho pensato ai fuochi d?artificio di Villa Miani. Poi, mi sono affacciata e ho visto una scena irreale: il pullman che era quasi entrato nella camera delle mie due bambine. All?inizio sotto choc mi sono adoperata per dare una mano passando alcune bottiglie d?acqua ai pompieri e ad alcuni passeggeri rimasti feriti. Ma poi, quando mi sono fermata un attimo a pensare, ho capito che eravamo vivi anche noi per miracolo. Quel pullman poteva piombare dentro casa, uccidendoci tutti. È impensabile che in tutti questi anni in quel tratto di strada, nessuno abbia mai pensato di installare un guard-rail. Molti lo avevano richiesto». Un altro fattore di rischio più volte segnalato dai residenti proprio in quella curva è la presenza di un viottolo che si inerpica all?interno della vegetazione e che porta a una sorta di baraccopoli frequentata da extracomunitari. Pericoosa la strada, certo. Ma serve anche una maggiore attenzione ai bus turistici. Lo ha chiesto il Codacons: «Spesso alla base degli incidenti – è spiegato in un comunicato dell`associazione – c`è la scarsa manutenzione dei mezzi di trasporto che, o non viene fatta regolarmente, oppure viene condotta con eccessiva superficialità. Altri accertamenti dovrebbero riguardare anche le visite periodiche di idoneità tecnica agli autisti, importanti per verificare se i conducenti abbiano costantemente i requisiti fisici e psicologici per condurre un pullman».
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