Pendolari, scatta l`autoriduzione del biglietto
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fonte:
- Il Gazzettino
Mestre
Funziona così: anziché comprare ogni settimana l`abbonamento del treno, il pendolare lo acquista ogni 15 giorni, una volta sì e una no, con un`«autoriduzione» di fatto del 50 per cento della tariffa, come conseguenza dei disservizi ferroviari che sono ormai esperienza quotidiana per chi si sposta in treno. In termine tecnico il principio, previsto dall`articolo 1460 del Codice civile, si chiama «eccezione d`inadempienza». Nelle prossime settimane sarà lo strumento con il quale i pendolari del Veneto cercheranno di ottenere da Trenitalia un servizio migliore. «Stiamo cercando di promuovere lo sciopero organizzato del biglietto – spiega l`avvocato veronese Stefano Fanini, direttore dell`ufficio legale del Codacons – Attraverso i comitati locali di pendolari sarà inviata una diffida alle Ferrovie con la quale si avvisa che, se entro 15 giorni il servizio non corrisponderà a quanto previsto dal contratto, verrà attuata l`autoriduzione». E in caso di probabili contestazioni da parte di Trenitalia, il Codacons fornirà l`assistenza legale ai pendolari.
La protesta rende l`idea dei rapporti sempre più critici fra chi viaggia e chi fornisce il servizio. Quanto avvenuto ieri mattina a Mogliano (come si legge a parte) lo conferma. La novità, semmai, sta nel fatto che le istituzioni, in questo caso le Regioni, contraenti con Trenitalia del trasporto pubblico locale, sono dalla parte dei pendolari, come dimostra la decisione del Friuli Venezia Giulia di revocare il contributo di 2,6 milioni di euro per l`acquisto di materiale rotabile. Una decisione ineccepibile, dopo aver constatato che alcuni treni con l`insegna della regione autonoma venivano tranquillamente impiegati sulla tratta Venezia-Bologna, mentre all`interno dei confini friulani si viaggia con una media di cento treni soppressi al mese, da quando è stato varato il nuovo orario.
Il problema è che, nonostante proteste, diffide e contributi revocati, sul fronte dei binari non sono attesi miglioramenti sostanziali a breve termine. Di positivo c`è l`impegno di Trenitalia ad assumere, nel Veneto, un`ottantina di addetti fra macchinisti, personale di bordo e addetti alle pulizie, che dovrebbero rimediare ad alcune delle carenze più gravi manifestatesi negli ultimi tempi. Più difficile intervenire nell`«hardware» del problema, ossia nella cronica mancanza di carrozze che rende difficile la copertura di un servizio ferroviario competitivo. In Veneto sono in servizio solo due terzi dei 21 treni ad alta frequentazione acquistati da Regione e Trenitalia, e la stessa percentuale si riscontra in Friuli, con sei Minuetto su dieci disponibili e quattro motrici su sei. Ma il problema generale, come ricordato di recente dal direttore territoriale di Trenitalia Giampaolo Codeluppi, sta nel fatto che il Governo ha tagliato di 540 milioni le risorse per le ferrovie. E non consola il fatto che per il contratto per il trasporto locale concluso in dicembre dalla Regione Veneto, Trenitalia sia stato l`unico soggetto in gara: con i fondi disponibili, le altre società in corsa non hanno ritenuto economicamente sostenibile partecipare. «La verità – dice Luciana Bombieri, esponente del comitato dei pendolari bassanesi, e componente del coordinamento veneto – è che in questa situazione si fa fatica a portare avanti le nostre richieste. Disagi e ritardi non fanno più notizia, e per noi è già un risultato che con i nuovi orari non peggiorino le cose». Cosa puntualmente avvenuta per i viaggiatori della Bassano-Padova, che da due mesi non hanno più un treno per arrivare nella città del Santo per le nove di mattina.
Anche in Friuli Venezia Giulia, dopo la revoca dei contributi a Trenitalia da parte della Regione, ci s`interroga sul che fare, a otto giorni dal vertice di Trieste fra pendolari, Regione, Trenitalia, Rfi e sindacati: «Sinceramente non so cosa potrà succedere – confessa Marco Chiandoni, portavoce del comitato dei pendolari friulani – È difficile pensare che qualcosa cambi nel giro di pochi giorni». Qualcosa, intanto, si cerca di migliorare, almeno dal punto di vista della comunicazione. Entro aprile dovrebbe partire una sorta di «Onda verde» ferroviaria, con informazioni tempestive attraverso le radio locali su ritardi e incidenti. Per la fine dell`anno le informazioni sul traffico ferroviario saranno accessibili anche sui siti internet delle regioni. Per quell`epoca sarà pronto il nuovo orario, che dovrebbe tenere conto delle richieste dei pendolari organizzati e degli enti locali. Accontentare tutti, ovvio, sarà difficile. Ma sarebbe già un buon risultato diminuire le proteste: solo nel Veneto il Codacons ne ha censite un migliaio, mentre sono cinquemila i casi finiti nel faldone del pm padovano Paolo Fietta, che dallo scorso anno indaga sui disservizi ferroviari.
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