La neve ha messo fuori uso i locomotori di più vecchia generazione
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fonte:
- La Nazione
Eurostar ai box, stazioni nel caos
ROMA – E` bastata una nevicata sopra la media e la coperta, troppo corta (60 Eurostar dei quali solo 57 disponibili) per far fronte alle 132 corse quotidianamente previste, ha travolto le riserve tecniche (nove Eurostar), costringendo Trenitalia a bloccare 10 motrici Etr 500 e a sopprimere 18 corse del suo più prestigioso convoglio. E i dolori non vengono solo dagli Eurostar. Osserva il segretario della Fit Cisl Lombardia, Dario Ballotta: “Nel solo compartimento ferroviario lombardo, sabato sono stati soppressi 290 su 1100 treni locali previsti, mentre domenica su 410 treni programmati ne sono stati cancellati 98. E sono stati soppressi anche 19 convogli Eurostar, 2 Eurocity e 5 Intercity. La neve, se ce ne fosse ancora bisogno, ha evidenziato ed esaltato le drammatiche condizioni in cui versano le ferrovie italiane“.[FIRMA] Naturalmente, il problema è generalizzato: secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti dell`Emilia Romagna l`aumento delle soppressioni per guasti in ambito regionale sarebbe del 70%. Oltre ai sindacati sono sul piede di guerra anche i consumatori. “Ciò che è successo questi giorni, ossia treni bloccati, ritardi di ore e ore, disservizi di ogni tipo, e per finire la cancellazione di numerosi Eurostar – osserva Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) dimostra non solo il livello di disorganizzazione del trasporto ferroviario italiano, ma un preoccupante stato di `sfascio` generalizzato delle nostre ferrovie“. I consumatori hanno diffidato Trenitalia a rimborsare, con una somma pari ad almeno il doppio del prezzo del biglietto, quegli utenti in possesso di prenotazione che si sono visti cancellare il proprio treno. “In caso contrario – avvertono – citeremo Trenitalia in Tribunale per inadempienza contrattuale“. Spari sulla Croce Rossa – A Trenitalia conoscono i problemi e sono ben consci che i tagli dell`ultima finanziaria rallenteranno gli indispensabili investimenti, ma usano un approccio costruttivo. “Sono le condizioni meteo eccezionali e straordinarie che ci hanno costretto a sopprimere 18 convogli, ma è anche vero che il 90% dei treni ha circolato normalmente e siamo riusciti a tenere aperte le comunicazioni tra il Nord e il resto del Paese“, osserva il direttore generale trasporto a media e lunga percorrenza, Paolo Ripa. “Ad avere problemi – spiega – sono stati gli Etr 500 di prima generazione“. In particolare 10 dei 30 Etr 500 da 3000 volt entrati in funzione nel 1996 e che soffrono di malanni noti: in particolare hanno la bocchetta di aspirazione troppo in basso e, viaggiando su ferrovia innevata, aspirano la neve, che di coseguenza manda in tilt i motoalternatori. Gli acquisti dei nuovi modelli sono in corso, 13 Etr sono già arrivati, altri 17 arriveranno, forse, entro l`anno, in modo da consentire di mettere a riposo i trenta modelli di prima generazione. Per adesso, occorre stringere la cinghia e sperare che non nevichi troppo. Per riavere gli Eurostar in manutenzione – oggi sono fermi ai box gli stessi di ieri, sulle medesime tratte – serviranno cinque giorni. “Il nostro obiettivo – osserva Paolo Ripa – è farli rientrare al ritmo di due al giorno, che reimpiegheremo proporzionalmente sia sulla trasversale padana sia sulla dorsale appenninica. Nel frattempo, abbiamo offerto ai nostri clienti ampie facolta di riposizionamento, di cambio delle prenotazioni o di rimborso integrale“. Ma i passeggeri sono stanchi. E per molti di loro, i pendolari, resta aperta la questione del nuovo orario che li vede – e con loro molte Regioni – sul piede di guerra. Trenitalia è da giorni impegnata in un giro di consultazioni con gli assessori regionali per vedere cosa e come sarà possibile modificare l`orario: ieri è toccato alla Liguria e alla Sardegna, domani sarà la volta della Puglia, giovedì della Toscana, lunedì dell`Umbria. Da qui al 16 febbraio il quadro sarà completato e arriverano almeno alcune delle correzioni richieste dalle Regioni (che coprono per il il 65% il costo dei treni locali e quindi hanno piu che voce in capitolo) e dai pendolari. Almeno, così si spera.
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