28 Gennaio 2006

Un banale imprevisto alla motrice provocato dal maltempo

Un guasto. Un banale imprevisto alla motrice provocato dal maltempo che sta assediando il Nord del Paese. Cinquecento passeggeri dell` Eurostar 9444 Roma-Milano bloccati per ore in aperta campagna tra Fidenza e Fiorenzuola, di notte, al freddo. Dodici ore è durata la loro odissea, del resto è difficile prevedere che nel mese di gennaio possa nevicare in Italia e poi, come ha sottolineato all`Ansa Vincenzo Saccà, direttore Assistenza di Trenialia, l`ultimo clamoroso disservizio sulla linea più importante di tutta la ragnatela d`acciaio che attraversa lo Stivale, si è trattato in fondo di “un treno sugli ottomila circolari ieri, con un milione trecentomila passeggeri“. Prendiamone atto serenamente: uno su 8000 non ce la fa. “Mi ha colpito la totale mancanza di adozione di procedure d`urgenza. Sembrava che capitasse per la prima volta di avere una motrice in panne. Gli addetti sembravano non avere un protocollo, che tutto fosse lasciato all`improvvisazione e alla buona volontà del capotreno“, racconta a denti stretti Mario Di Carlo, ex assessore ai trasporti del Comune di Roma, che era tra i 500 passeggeri. “Credo che ogni giorno in Italia si rompano 4-5 motrici, ma lì sembrava che nulla fosse codificato e tutto improvvisato. E non è possibile che si improvvisi un`azione che capita regolarmente almeno 50 volte l`anno. L`impressione è che non ci fosse nessuno in grado di prendere decisioni“. Le testimonianze dei reduci dell`Eurostar 9444 partito regolarmente da Roma Termini alle 15.30 di giovedì pomeriggio, atteso a Milano Centrale per le 20 e arrivato invece a destinazione soltanto alle 3.10 di notte, sembrano ricavate da un film già visto. “Chiaro che molta gente si è innervosita durante quelle ore di sosta, gran parte con luce e riscaldamento spenti“, racconta Marco Formigoni, uno dei passeggeri. Fino all`arrivo nella stazione di Bologna il viaggio dell`Eurostar era stato regolare e tranquillo. Da lì in poi, invece, sono incominciati i problemi e il convoglio ha iniziato ad accumulare ritardo. Subito 12 minuti, poi 45“. Poi lo stop. “Verso le 20, quando eravamo tra Fidenza e Piacenza, il treno si è fermato – prosegue Formigoni – In un primo tempo la causa è stata imputata al maltempo, poi si è parlato di guasto. Siamo stati in quelle condizioni fino a dopo l`una di notte, dapprima con una parte e poi con tutto l` Eurostar senza luce e senza riscaldamento“. Trenitalia ha riferito che il personale di servizio ha fornito assistenza, ma i testimoni assicurano che sia stato fatto molto poco. “Ma quale assistenza- – replica Formigoni – Non è proprio esistita, a parte il capotreno che continuava ad andare su e giù. E quando hanno deciso di distribuire gratuitamente generi di conforto al bar, ormai molti avevano provveduto per conto proprio“. Solo alle 1.15 la situazione si è sbloccata e il treno è stato agganciato da una motrice e riportato a Fidenza. In stazione è stato effettuato il trasbordo dei passeggeri, esausti e infreddoliti su un altro Eurostar diretto a Milano. Furibone le associazioini dei consumatori che invitano i passeggeri a chiedere alle ferrovie anche i danni morali. “Una vergogna. Oramai situazioni di questo tipo sembrano essere all`ordine del giorno“, commentano il Codacons e l`Associazione Utenti dei servizi ferroviari, facendo riferimento anche a ciò che è accaduto all`Intercity Trieste-Lecce pochi giorni fa. Attraverso Saccà Trenitalia cerca di spiegare ciò che è successo. “L`Eurostar era fermo in curva, in pendenza e in presenza di una nevicata. Le operazioni di soccorso devono avvenire in sicurezza e in quel caso si trattava di trasbordare 500 persone. Il capotreno non ha ritenuto legittimamente che ci fossero le condizioni“. Vincenzo Saccà sottolinea poi la professionalità del personale, che ha saputo garantire per oltre tre ore “un minimo di luce e di riscaldamento. Il riscaldamento è mancato solo nell` ultima ora, per esaurimento delle batterie“. E le polemiche sull`assistenza- Ingenerose e fuopri luogo. “Si sono dati da fare anche tre dirigenti che erano a bordo, proprio per far sentire la presenza fisica e il bar che era già chiuso, è stato riaperto senza far pagare nulla. A Fidenza i viaggiatori hanno trovato la Protezione civile che offriva panini e bevande calde, così come abbiamo fatto noi all`arrivo a Milano, dove avevamo anche provveduto a fare in modo che ci fosse il maggior numero di taxi possibile“. Ma il passeggero Di Carlo lo smentisce seccamente. “Il riscaldamento si è spento quasi subito ero nella carrozza uno, quella vicina alla motrice, e ci siamo tutti coperti con i cappotti. Nessuno ha pensato a distribuire coperte. Seconda cosa il bar, è vero, era aperto, ma si potevano comprare soltanto le noccioline. Nessuno ha portato tè o acqua. Per quasi due ore il treno era circondato da due strade dove si sono fermati decine di carabinieri, ambulanze, poliziotti: distavano circa 100 metri, ma nessuno interveniva. A un uomo colto da crisi isterica è stato impedito di scendere, nonostante la stazione fosse distante soltanto 300 metri. E stava davvero male“.

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