27 Gennaio 2006

“Gas fino a metà febbraio“

Nonostante le assicurazioni del governo gli esperti sono preoccupati: situazione pesante senza il ripristino pieno dei rifornimenti siberiani Se il gelo non diminuisce si dovranno intaccare le riserve strategiche Roma Le scorte di gas reggono. Questa, almeno, la rassicurazione che il governo sta ripetendo da giorni dopo aver adottato i provvedimenti restrittivi del riscaldamento e le deroghe ambientali per usare l`olio combustibile al posto del metano nelle centrali elettriche.Una linea che si contrappone a quella degli esperti che continuano a rimanere in allarme per i forti consumi sollecitati dal freddo e dalle nevicate delle ultime ore. Finora, dicono, è stata bruciata più della metà delle riserve di mantenimento, quelle che fanno da “cuscinetto“ per i picchi dei consumi o i cali di forniture, che ammontano a 7,1 miliardi di metri cubi. Quello che resta, se non si allenterà la morsa del gelo e soprattutto se non si arriverà al ripristino pieno dei rifornimenti dal gasdotto siberiano (ancora ieri si è avuto il 5,4% in meno), finirà ben prima della metà di febbraio ipotizzata dal governo. Sarà così necessario cominciare ad intaccare le scorte strategiche, pari a 5,1 miliardi di metri cubi e, se l`andamento dei consumi si dovesse mantenere invariato, anche queste finirebbero nel giro di un mese e poi non resterebbe che l`interruzione delle forniture alle industrie. Uno scenario che il governo respinge. “Il decreto approvato contiene misure sufficienti per risparmi d`energia che non faranno aggredire le scorte – ha assicurato il premier Silvio Berlusconi – Ma è stato un male che i governi passati non abbiano potuto varare un piano energetico differenziato con una quota di produzione affidata anche al nucleare“. Ma anche sulla bontà del piano d`emergenza non mancano i dubbi. Bocciatura totale, per esempio, da parte degli amministratori di condominio per i quali “il decreto sta creando un clima di allarmismo eccessivo“ senza garantire le condizioni per un risparmio effettivo. “Nessuno può controllare che la riduzione del riscaldamento sia rispettata sul serio – ha detto Carlo Parodi, direttore del Centro studi dell`Anaci, l`associazione nazionale degli amministratori condominiali e immobiliari – Già dal `93 un decreto prevede delle multe per chi sfora, ma in 13 anni non c`è mai stata una sanzione“. Forti perplessità anche dalle aziende municipalizzate che distribuiscono il gas nelle città. “Solo palliativi“, ha detto il presidente di Confservizi, Raffaele Morese, mentre quello di Federutility, Mauro D`Ascenzi, ha parlato di “una semplice aspirina“, aggiungendo che “è come se, invece di riconoscere che c`è la febbre, si buttasse via il termometro“. Nel mirino, la mancanza di rigassificatori e il monopolio dell`Eni. E in favore dei rigassificatori, che consentono di poter importare anche il gas liquido trasportato dalle metaniere, si sono espressi in maniera bipartisan anche il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola e il leader ds Piero Fassino. “Stiamo gestendo difficoltà dovute a diverse circostanze – ha detto Scajola che nei prossimi giorni sarà a Mosca dove discuterà proprio del rispetto dei contratti di fornitura – L`Italia deve andare avanti ma sull`energia ci sono stati troppi no: dopo il nucleare, la lotta contro i rigassificatori e persino contro l`eolico“. Dai Ds è però arrivata una mano tesa: “Il governo prenda tutte quelle misure che nell`emergenza si possono prendere per alleviare il disagio – ha detto Fassino – Ma dopo occorre una vera politica energetica concreta costruita anche con il consenso della gente, fugando le paure. E` cruciale essere capaci di dare la sicurezza che la salute, l`impatto ambientale e la qualità della vita non vengono travolte“. Intanto, si continua a fare i conti sui possibili rincari delle bollette. Secondo il centro di Ricerche Industriali Energetiche di Bologna, l`aggravio dovrebbe tradursi in un massimo di tre euro in più su base annua, ovvero circa 50 centesimi in più a bolletta bimestrale per luce e gas. Più pesanti, invece, le stime dei consumatori: “Ben 63 euro in più per il gas e di 37 euro in più per la luce all`anno“, dicono Codacons, Adopc, Adusbef e Federconsumatori.

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