Ancora cali delle forniture russe
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Le bollette saranno più care
L`Authority conferma gli aumenti del gas, consumatori infuriati
Roma. L`emergenza gas non accenna a diminuire. Nel giorno successivo al varo delle misure del governo (dureranno fino al 28 febbraio) che impongono di ridurre la temperatura interna degli edifici di un grado e di tagliare di un`ora il periodo giornaliero di attivazione dei riscaldamenti, l`Authority per l`energia conferma: “Le conseguenze sulle bollette ci saranno, anche se non possiamo farne ora una stima. Valuteremo tutto a fine marzo“. Adoc e Codacons però si oppongono a qualsiasi ricaduta della crisi energetica sui bilanci familiari e sono pronte a fare ricorso al Tar contro gli aumenti. Intanto resta alta la tensione sulle forniture di gas da parte della Russia: ieri l`Eni ha confermato una riduzione delle forniture da parte del monopolista Gazprom in linea con i giorni scorsi, con 6 milioni di metri cubi di gas in meno rispetto ai 74 milioni richiesti, pari all`8,1 per cento del giornaliero e all`1,4 per cento dei consumi italiani. Un ulteriore peggioramento, secondo l`amministratore delegato dell`Eni Paolo Scaroni, potrebbe comportare la necessità di sospendere le forniture per i clienti industriali e, dove possibile, per le centrali elettriche.   “Ora – ha spiegato Scaroni – le misure adottate dal Governo sono le uniche possibili e spero risolvano il problema. Ma se il freddo intenso dovesse durare o le importazioni di gas subire ulteriori riduzioni, potrebbero servire altri interventi come il taglio alle centrali“. L`emergenza-gas, per Scaroni e Conti, potrebbe essere attutita dalla costruzione di quattro o cinque rigassificatori, riducendo la dipendenza dal gasdotti esteri. Ma la Lombardia è sul piede di guerra e il suo governatore Roberto Formigoni minaccia: “Siamo pronti al ricorso al Tar contro il decreto anticrisi preparato dal ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola che permette di bruciare nelle centrali olio più inquinante“. Anche l`ipotesi, ventilata da Scaroni, di ridurre le forniture al settore termoelettrico viene accolta con freddezza dagli operatori, cioé da Fulvio Conti, amministratore delegato dell`Enel, a Umberto Quadrino, a.d. di Edison. Lo stesso Conti puntualizza che non è una contraddizione che il sistema italiano, nonostante l`emergenza gas, stia producendo elettricità da esportare all`estero (“Viene esportato – ha spiegato il presidente dell`Enel Piero Gnudi – neanche il 5 per cento“). Divergenza di vedute anche su Snam Rete Gas, la rete di distribuzione del metano che per Scaroni, potrebbe essere fusa con Terna (rete per l`energia elettrica) così come accaduto in Gran Bretagna: sia Quadrino che Conti hanno detto di non intravedere “sinergie“ nell`operazione. Intanto l`.a.d di Edison ha incontrato il presidente greco Karolos Papoulias: la Grecia vede con favore il progetto del gasdotto sottomarino che dovrebbe collegarla all`Italia per il trasporto di gas proveniente dal Medio Oriente. Intanto Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, ritiene troppo alti i costi della decisione del governo di utilizzare olio combustibile per produrre energia elettrica. “Peserà due volte sulle bollette degli italiani: perché il costo dell`olio combustibile è superiore a quello del gas e perchè la Ue ci presenterà il conto del surplus di tonnellate di gas serra emesse: 500 mila euro al giorno“.
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