25 Gennaio 2006

Codacons: tutele per le famiglie

Codacons: tutele per le famiglie
Pressing sul ministero. I vertici Snam: non si penalizza il consumo domestico

Prime iniziative delle associazioni degli utenti e dei consumatori di fronte ai prevedibili disagi che l`emergenza gas arrecherà ai cittadini. Dal Codacons di Salerno, attarverso al sua responsabile Lella D`Angelo, è pronta una richiesta da inoltrare al ministero affinchè sia svolta azione di vigilanza sull`attuazione del decreto stesso e non ne derivino “squilibri e conseguenti penalizzazioni soprattutto alle utenze familiari“. Un pressing che incrocia le prima dichiarazioni registratesi ieri a livello nazionale che eslcudono disagi sui consumi domestici. Paolo Scaroni, amministratore delegato dell`Eni, che attraverso Snam Rete Gas controlla la maggior parte del mercato italiano del metano. “Il ministero ha fatto bene i conti – ha detto Scaroni – Salvo imprevisti, e nonostante con la Russia che continua a destare preoccupazione, mi sembra di poter rassicurare le famiglie che non verranno toccati in alcun caso i consumi di gas“. Sulla sufficienza degli approvvigionamenti Scaroni è lapidario: “Mi auguro di si. Fino al 2007-2008 dovremo convivere con i problemi di approvvigionamento del gas, specie se ci saranno inverni particolarmente freddi. Una differenza tra inverno freddo e inverno mite è pari a 2 miliardi di metri cubi di consumo“. L`Italia, insomma, rischia di rimanere a corto di gas, complice l`aumento dei consumi e le minori consegne dalla Russia per l`ondata di gelo. In tutta questa emergenza, però, una volta tanto, le regioni meridionali dovrebbero essere quelle meno colpite dalla crisi. I 30mila chilometri della rete di metanodotto italiano sulla quale opera l`Eni attraverso la Snam e circa altre 33 aziende di grandi e medie dimensioni sembrano perfettamente dimensionate al fabbisogno commerciale ma è dal sud che arriva il maggiore approvvigionamento per l`Italia. É dai gasdotti algerini e libici, che approdano entrambi sul territorio italiano in Sicilia, che arriva una buona parte del metano utilizzato poi in Italia e dal quale si preleva la maggior parte del gas per l`utilizzo commerciale. Alla base dell`emergenza c`è principalmente la forte richiesta del settore termoelettrico per produrre elettricità da esportare all`estero. “Il sistema Italia sta infatti vendendo all`estero circa 33 milioni di chilowattora al giorno: una quantità di energia per la cui produzione sono necessari oltre 6 milioni di metri cubi di metano. Una quantità in linea con i taglì di fornitura dalla Russia“. A spiegarlo sono i tecnici del Rie, Ricerche Industriali Energetiche di Bologna, che sottolineano come “l`emergenza gas è stata causata, per almeno la metà, da un balzo della richiesta del settore termoelettrico per le esportazioni“. Per ogni metro cubo di gas si producono circa 5 chilowattora. “Per la produzione dei 33 milioni di kwh destinati all`estero (secondo i dati della Borsa Elettrica) sono necessari circa 6,6 milioni di metri cubi di gas“ fanno notare gli esperti. “Un nodo quello del boom delle esportazioni – spiega Davide Tabarelli, esperto del Rie – che è legato ai prezzi della borsa elettrica, particolarmente “convenienti in questo momento in Italia rispetto a paesi come Francia e Germania dove i problemi di freddo e aumento dei consumi stanno spingendo le quotazioni: nelle ore di punta i prezzi sul mercato italiano sono più bassi. Questo spinge un massiccio acquisto da parte dei traders di quantità destinate fuori confine. Tale situazione è legata ad un sistema elettrico troppo sbilanciato su una singola fonte, in questo caso il gas“.

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