24 Gennaio 2006

Illegittime le multe col photored

“Le contravvenzioni emesse sulla base delle rilevazioni effettuate con il photored sono illegittime. Quanto affermato da tempo dalla maggior parte dei Giudici di pace italiani è ora stabilito anche dalla suprema Corte di Cassazione“. A evidenziarlo è l`avvocato Piero Mongelli, del Codacons di Lecce, il quale rammenta che “la Suprema Corte, in linea di massima, sostiene come le apparecchiature elettroniche di rilevamento, se correttamente installate e costantemente controllate, dovrebbero assicurare una sorta di certezza giuridica relativamente alla commissione dell`illecito. Ma potrebbe anche non essere così. In particolare, infatti – sottolinea il Codacons – l`attendibilità di una rilevazione fotografica può entrare in crisi ove si pensi che vi sono circostanze nelle quali il mezzo che abbia legittimamente impegnato l`incrocio non riesca ad attraversarlo tempestivamente: la rilevazione fotografica, in tali casi, inquadrando solo una parte dell`incrocio ne impedisce la visione completa e giustificatrice del presunto illecito stradale; in questo caso, l`apparecchiatura di rilevazione, fotografando solo un momento del presunto fatto illecito e da una sola angolazione prospettica, non è pienamente attendibile“. L`associazione aggiunge che, pertanto, secondo la Corte, “sarebbe necessaria la presenza di agenti in loco, sia per la ricostruzione completa del fatto e sia per procedere alla immediata contestazione. Ciò è tanto più possibile in quanto il veicolo, in linea di massima, attraversa un incrocio a velocità non elevata, sicché un eventuale inseguimento non rischierebbe di pregiudicare l`incolumità dei cittadini o l`ordine pubblico“. In definitiva, il rilievo dell`inattendibilità della rilevazione fotografica in assenza di agenti, nonché la mancata contestazione dell`infrazione, seppure possibile, portano a ritenere in questi casi “illegittima“ la multa effettuata. “Gli avvocati del Codacons – afferma Mongelli – lo vanno sostenendo da sempre, anche in aderenza a quanto stabilito dal Prefetto di Lecce in una circolare rimasta lettera morta per le amministrazioni comunali che sfruttano il Photored non come strumento di prevenzione ma come macchina per portare più soldi nelle esauste casse comunali“.

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