24 Gennaio 2006

Meno riscaldamento per tutti

Meno riscaldamento per tutti L`amicizia con Putin non basta

Il governo corre ai ripari, blocca i termosifoni a 20 gradi, e ce l`ha con l`Eni “Se le famiglie italiane si abituassero in questi giorni a tenere i riscaldamenti a 20 o 21 gradi, il risparmio energetico ne guadagnerebbe molto. Sarebbe un bel sollievo per l`attuale emergenza gas“. E` stata questa la moral suasion suggerita ieri dall`amministratore delegato dell`Eni, Scaroni, nel tête-à-tête con il ministro dell`Ambiente Matteoli. Un incontro durante il quale al ministro aennino è stato proposto in sostanza un cambio di prospettiva sui problemi dell`attuale crisi del gas. Una linea abbozzata già due giorni fa all`esecutivo dal consigliere Alberto Clò, che aveva osservato che nell`attuale situazione sarebbe più opportuno incidere sulla domanda che sull`offerta. Scaroni ha anche aggiornato Matteoli de visu, Scajola telefonicamente, sulla situazione degli approvvigionamenti, e sul ricorso alle riserve strategiche e sui consumi. E lì la situazione è già pre-emergenziale. Al momento l`utilizzo degli stoccaggi cosiddetti “di modulazione“, cioè quelli previsti per i picchi di consumo invernale, avviene già. Ma se la morsa di freddo che ha attanagliato il paese non dovesse allentare e se le forniture dalla Russia continueranno ad arrivare così a singhiozzo il rischio è che “tra una quindicina di giorni saremmo costretti ad aggredire anche le riserve strategiche“, spiega una fonte dell`Eni. Quelle riserve cioè cui andrebbe fatto ricorso solo in situazioni di assoluta emergenza. Sul fronte politico, il messaggio è chiarissimo: una volta assodata l`inaffidabilità di uno dei principali partner europei sul versante dell`offerta di gas, la Russia, l`Eni e il governo sono costretti ora a correre ai ripari cercando di limitare la domanda. Il malumore, in alcuni ambienti governativi, nei confronti del numero uno del cane a sei zampe, è palpabile. Tanto che qualcuno comincia a dire che “ora risolviamo l`emergenza gas, poi risolviamo il problema Eni“ e ricorda che mentre Scaroni rilascia interviste-fiume sul pericolo Gazprom, sta ultimando con il colosso russo un nuovo accordo sul gas, “che vedrete che sarà molto vantaggioso, per Mosca“. Ma tant`è. L`esecutivo affronterà dunque l`emergenza gas da due lati, oggi. Primo, attraverso la campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini, invitati esplicitamente a risparmiare gas abbassando i termostati (impossibile naturalmente imporre una misura del genere, in questo la legge ha davvero solo un valore da moral suasion, del resto chi controlla?). Secondo, tentando di convertire temporaneamente le aziende all`utilizzo dell`olio combustibile al posto del gas. La questione sarà affrontata nel pomeriggio al Consiglio dei ministri, dove è previsto l`esame del cosiddetto pacchetto anti-crisi. Un decreto definito “di emergenza“, con tempi “limitatissimi“ e una scadenza prevista per il 26 marzo, che verrà utilizzato dunque solo in caso “di stretta necessità“. Ma sul provvedimento grava l`incognita delle “garanzie ambientali certe“, cioè della deroga temporanea per l`utilizzo di olio combustibile a medio e alto tenore di zolfo. Dopo la levata di scudi dei governatori delle regioni, anche il ministro Matteoli ha dichiarato ieri che “firmo se vengono accettate condizioni di garanzia ambientale“. La deroga prevede infatti il ricorso di olio combustibile a medio e alto tenore di zolfo in sostituzione del metano nella produzione elettrica negli impianti a ciclo combinato. La conversione consentirebbe un risparmio complessivo intorno ai 20-25 milioni di metri cubi al giorno. Ma il problema, alla vigilia della riunione a Palazzo Chigi, è tutta politica, poiché Matteoli, ad esempio, chiede come garanzia il basso tenore di zolfo e l`utilizzo strettamente emergenziale del decreto. E` stato proprio Scaroni, dopo l`incontro con Matteoli, a definire quella delle deroghe ambientali “una questione politica“. Quanto alle polemiche sulle forniture, il numero uno dell`Eni ha rimandato al comunicato dell`azienda sottolineando, riguardo alle dichiarazioni dell`ambasciatore russo che fugava rischi per l`Europa, che i conti dell`Eni “sono precisi“. In ogni caso, la strategia anti-crisi dell`esecutivo non convince né l`opposizione né le associazioni dei consumatori. Secondo Bersani “il governo si sta accorgendo con imperdonabile ritardo dell`emergenza energetica e sta reagendo in modo confuso e tardivo senza peraltro offrire all`opinione pubblica una rappresentazione veritiera del problema e dei suoi possibili rimedi“. E Scajola, a stretto risposto indirettamente ricordando che “l`Italia è in ritardo anche perché si è fatto poco negli ultimi decenni“. Ma anche i consumatori sono scesi ieri sul piede di guerra: Scajola “lasci i consigli per risparmiare energia alle associazioni e s`impegni piuttosto a questioni di carattere strutturale“, hanno commentato la Federconsumatori. Mentre l`Adoc e il Codacons hanno chiesto l`apertura di un`indagine parlamentare sul dossier e l`Adusbef ha ribadito i timori di una stangata sulle bollette degli italiani, legata alle norme sull`interrompibilità che prevedendo tariffe agevolate per i grandi clienti industriali che accettano i distacchi rischiano di porre a carico del sistema tariffario nuovi aggravi.

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