24 Gennaio 2006

Crisi del gas, l`Italia abbassa i riscaldamenti

Oggi riunione del Consiglio dei ministri per adottare le misure eccezionali. Deroga alle centrali elettriche di bruciare olio con più zolfo

Crisi del gas, l`Italia abbassa i riscaldamenti

Roma Resta alto l`allarme gas in Italia: ieri la Russia ha consegnato il 5,4\% in meno dei 74 milioni di metri cubi previsti, pari all`1\% dei consumi nazionali. E, mentre il paese si appresta ad affrontare la prevista ondata di freddo proveniente dalla Siberia, scatta un vero e proprio piano d`emergenza. Oggi la crisi sarà sul tavolo del consiglio dei ministri straordinario dal quale sono attese misure eccezionali, come la deroga ambientale per permettere alle centrali elettriche di bruciare olio – quello a più alto contenuto di zolfo, inquinante – per risparmiare gas.E, intanto, il Ministro Scajola scende in campo anche con interventi più drastici. Come l`abbassamento delle temperature dei termosifoni: si profila un provvedimento – atteso per oggi – per ridurre di uno o due gradi rispetto ai 20 (più due di tolleranza) oggi previsti dalla legge, per dare un po` di fiato al sistema Italia che rischia di mettere troppo mano alle proprie riserve di gas. Da settimane infatti si da fondo agli stoccaggi che rischiano di scendere sotto il livello di guardia.Il Ministro chiama anche a raccolta gli italiani con un unica parola d`ordine “collaborazione“ e “qualche sacrificio“ per affrontare il momento “difficile“. Chiede ai Prefetti di vigilare affinché le norme sul riscaldamento e l`uso attento di energia siano rispettate; si rivolge ai consumatori, li invita a riunirsi immediatamente nel Consiglio Nazionale degli Utenti per promuovere il risparmio energetico e fornisce un vero e proprio “decalogo“ su come fare per consumare di meno: dalla doccia invece del bagno, dall`utilizzare meno luce a coprire le pentole con i coperchi. E si rivolge anche a radio e tv affinché “sensibilizzino“ l`opinione pubblica.Un`azione a cui il governo oggi affiancherà le attese norme ambientali sull`uso temporaneo (fino al 26 marzo) delle centrali con l`olio combustibile – sulle quali l`intesa con l`Ambiente sembra raggiunta – e che si andranno ad aggiungere alle misure adottate nei giorni scorsi, dall`interrompibilità alla massimizzazione delle importazioni, per “liberare“ circa 30-40 milioni di metri cubi di gas al giorno secondo le stime degli esperti.L`amministratore delegato dell`Eni Paolo Scaroni ribadisce intanto che “i conti“ del gruppo sulle riduzioni di importazioni “sono precisi“ e replica così alle dichiarazioni dell`ambasciatore di Mosca in Italia secondo il quale “i numeri sono diversi da quelli che si leggono sulla stampa: non c`è nessun rischio per l`Europa“, dice infatti il diplomatico russo.Ma il pacchetto di misure non convince l`opposizione e preoccupa i consumatori. “Il governo – dice Pierluigi Bersani, ex ministro dell`industria e responsabile programma della segreteria nazionale Ds – si sta accorgendo con imperdonabile ritardo dell`emergenza energetica e sta reagendo in modo confuso e tardivo senza peraltro offrire all`opinione pubblica una rappresentazione veritiera del problema e dei suoi possibili rimedi“. Gli fa eco Cesare De Piccoli, della segreteria Ds secondo il quale “le preoccupazioni dell`aamministratore delegato dell`Eni Scaroni, sugli approvvigionamenti di gas per il prossimo futuro, sono condivisibili ma non riconducibili alla liberalizzazione“ ma alla mancanza “di un piano energetico nazionale del governo“.Una posizione a cui, indirettamente, Scajola replica contrattaccando: “L`Italia è in ritardo anche perché si è fatto poco negli ultimi decenni“. Scajola “lasci i consigli per risparmiare energia alle associazioni e s`impegni piuttosto a questioni di carattere strutturale“, intervengono invece i consumatori della Federconsumatori. Gli utenti dell`Adoc e del Codacons chiedono intanto l`apertura di un`indagine parlamentare sul dossier mentre dall`Adusbef si ribadiscono i timori di una stangata sulle bollette degli italiani, legata alle norme sull`interrompilità che prevedendo tariffe agevolate per i grandi clienti industriali che accettano i distacchi rischiano di porre a carico del sistema tariffario nuovi aggravi.

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