Emergenza gas, niente blackout ma “scorte inadeguate“
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
L`emergenza gas – senza alcun rischio black-out secondo il ministro per le Attività produttive, Claudio Scajola, ma comunque con conseguenze per le imprese a contratto “interrompibile“ – provocata dai tagli (anche se Mosca giura il contrario) del produttore russo Gazprom alle forniture europee (solo in Italia -12,2% giovedì contro il -5,4% di martedì) e nei Paesi dell`Est (tra cui Ungheria, Bosnia-Erzegovina, Serbia) per il grande gelo che sta facendo decine di vittime in Russia mobilita il governo italiano: martedì 24 gennaio un Consiglio dei ministri straordinario esaminerà i contenuti emersi dal Comitato tecnico di emergenza che si è svolto giovedì pomeriggio, 19 gennaio, al ministero delle Attività produttive tra Scajola e i numeri uno delle compagnie italiane di produzione e distribuzione. Scorte inadeguate. “Le attuali riserve strategiche – è l`allarme del presidente dell`Autorità per l`energia, Alessandro Ortis, intervenuto all`audizione della commissione Attività produttive della Camera – come confermato dagli eventi climatici verificatisi lo scorso anno, e dai correnti problemi di sicurezza, si stanno rivelando insufficienti per sostenere adeguatamente, dal punto di vista commerciale e di continuità del servizio, la maggiore richiesta di gas stagionale. Tali risorse appaiono peraltro inadeguate per fronteggiare l`eventuale contemporaneità di un`emergenza climatica e una geopolitica“. Sugli stoccaggi Ortis, che secondo Scajola non presentano problemi (“l`emergenza è sotto controllo – ha detto – le scorte tengono“) ha chiesto che “in attesa della realizzazione della separazione proprietaria ed integrazione Snam-Stogit indipendenti, l`autorità auspica che il Governo impegni Stogit, sin da subito, in un piano di potenziamento degli impianti esistenti“. L`allarme di Ortis, per una volta (non sono infrequenti le frizioni tra l`Autorità, che spinge per la fine delle posizioni dominanti), coincide con la versione di Paolo Scaroni, amministratore delegato dell`En, che prevede difficoltà per l`approvvigionamento di gas naturle per l`Italia a febbraio e marzo se in Russia dovessero proseguire le temperature polari delle ultime settimane. Risparmi con olio e carbone per due mesi. E ieri, giovedì 19 gennaio, è andato avanti il trend di vistoso calo del gas in arrivo dalla Russia. L`Eni ha comunicato che, nella giornata gas di giovedì 19 gennaio, dalle 6 del 18 gennaio alle 6 del 19, su 74 milioni di metri cubi di gas richiesti ne sono arrivati il 6,8% in meno, con un impatto sul totale dei consumi pari all`1,3 per cento. La previsione per la giornata è di un -12,2%, con un impatto sul totale pari al 2,3 per cento. L`azienda ha comunicato di aver fatto fronte alla mancanza con lo stoccaggio di modulazione. Il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola ha lanciato un appello alle aziende a non creare allarmismi sulle forniture. “Non c`é nessun rischio di black-out del gas“, ha precisato il ministro Scajola poco dopo le 13, al termine della riunione del comitato tecnico per l`emergenza gas con tutti i principali operatori del settore. Scajola ha poi aggiunto che “adesso bisogna rilanciare il nucleare senza paura“, ben sapendo che di centrali nucleari in Italia non se ne vedranno prima del 2020 e anche più, anche se si partisse oggi. Nessun allarmismo, comunque, perché “lo stoccaggio (le riserve, ndr) c`è – ha aggiunto Scajola – certo, se non si prendono provvedimenti, lo stoccaggio, come qualsiasi serbatoio, finisce“. Secondo il ministro le soluzioni sono molteplici: “Bisogna cercare di riconvertire alcune centrali elettriche che vanno a gas e che possono essere riattivate andando con olio o carbone nei prossimi due mesi. Così, abbiamo anche applicato l`interrompibilità di alcuni contratti di alcune imprese senza danneggiare la produzione. Insomma, una serie di provvedimenti che saranno resi noti nei prossimi giorni“. Scajola si è recato a Palazzo Chigi, sede del Governo, per discutere la portata dei provvedimenti da adottare. Gazprom rassicura l`Europa. Il vicepresidente di Gazprom, Alexander Medvedev, ha confermato che il colosso del gas naturale russo, primo produttore al mondo, farà tutto il possibile per assicurare gli approvvigionamenti per l`Europa. “Puntiamo ad evitare tutti i rischi che possono pesare sugli approvvigionamenti“, ha detto in una conferenza stampa a Berlino. Medvedev ha inoltre affermato che il gruppo Gazprom vuole rimanere “il principale fornitore di gas per l`Europa“ e che guarda con interesse ad eventuali acquisizioni in Europa, accennando a contatti in corso con la tedesca EOn Ruhrgas per le sue attività in Ungheria e smentendo interesse per la britannica Scottish Power. Marcegaglia: dov`è la politica energetica? Sul Sole-24Ore il vicepresidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, tira in ballo le responsabilità dell`esecutivo – che con Scajola aveva accusato eni di scarsi investimenti negli impianti a vantaggio dei profitti – e invita perentoriamente a non addossare le colpe dell`emergenza a ragioni geopolitiche: “La verità – dice Marcegaglia – è della perenne mancanza di una politica energetica nazionale. L`allarme lanciato da Scajola ha avviato le procedure di interrompibilità delle forniture per i clienti industriali, ma i diretti interessati non sanno ancora nulla della tempistiche e delle condizioni economiche“. Quanto alla diffiocltà di realizzare in Italia nuovi impianti, come i rigassificatori di cui molto si parla, Marcegaglia incalza il Governo: “Basterebbe usare la via della trasparenza e della disponobilità a renderli direttamente convenienti per la gente che li ospita: ad esempio con vantaggi in bolletta ai consumatori vicini ai nuovi impianti, musura da noi chiesta ma non inserita nell`ultima finanziaria“. Eni in campo sugli impianti, anche con Snam. A proposito di investimenti L`Eni, dopo analoghe indicazioni dal piano industriale 2006-2001 della concorrente Edison, dà segni di risveglio e scende in campo – oltre che con 3,5 miliardi di Snam Rete Gas da investire in tutto il Paese nella rete di trasporto (ome riferito dal presidente Alberto Meomartini durante un`audizione alla Camera – nella partita dei rigassificatori per scongiurare la crisi degli approvvigionamenti. “Siamo pronti a costruire un impianto anche in Italia, stiamo cercando un sito“, ha annunciato l`amministratore delegato. Il progetto di terminal di rigassificazione potrebbe essere realizzato in esclusiva dal gruppo del Cane a sei zampe o anche con un partner. L`emergenza gas ha accelerato i tempi. Ma nei mesi scorsi il numero uno dell`Eni aveva giÁ tenuto a sottolineare che a suo giudizio “l`Italia non rischia una bolla del gas“. Adesso l`annuncio: “faremo nuovi rigassificatori ovunque sia possibile. All`estero ma anche in Italia“. Quanto ai possibili siti, per ora il riserbo è massimo, anche a cause delle prevedibili barricate ecologiste. Quadrino (Edison): situazione critica per altri due anni.La situazione critica del gas “in Italia e in Europa è destinata a protrarsi per almeno altri due anni. La prima infrastruttura che entrerà in funzione, infatti, è il rigassificatore Edison di Rovigo, atteso per il 2008“. A tracciare il quadro della situazione è l`amministratore delegato di Edison, Umberto Quadrino, a margine dell`audizione alla commissione Attività produttive della Camera. Secondo Quadrino “per ridurre stabilmente il costo dell`energia è necessario abbassare il costo del gas diversificando le fonti attraverso rigassificatori e nuovi gasdotti“. Allarme spesa per le famiglie. La crisi energetica non potrà che fare peggiorare la situazione dei bilanci familiari, oltre che delle imprese. Nel 2006 la spesa annua per le famiglie che utilizzano gas metano, ovvero 13 milioni di utenze, potrebbe aggravarsi del 40% a seguito di contingenze internazionali, con ricadute in termini economici di oltre 400 euro all`anno. A lanciare l`allarme sono Adoc e Codacons che ricordano come nel 2005 a causa delle tensioni internazionali, il prezzo del gas è salito di oltre il 50% e per il 2006 son
o attesi ulteriori aumenti.
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