19 Gennaio 2006

Costi dei servizi bancari, indagine Antitrust al via

ROMA – I prezzi dei servizi bancari offerti alla clientela, dai conti correnti ai servizi di incasso ( ricevute bancarie e ordini permanenti di pagamento) e di pagamento ( bonifici, bancomat e pagobancomat), da oggi si trovano ufficialmente sotto la lente investigativa dell`Antitrust. L`Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deliberato ieri l`avvio di un`indagine conoscitiva per “ accertare tipologie ed entità dei prezzi applicati alla clientela per i servizi bancari “ : per fare chiarezza una volta per tutte su una girandola di costi calcolati finora dalle fonti più disparate. L`iniziativa, avviata a tambur battente alla luce delle nuove competenze in materia bancaria assegnate all`Antitrust dalla legge per la tutela risparmio entrata in vigore lo scorso 12 gennaio, “ si propone di verificare l`effettiva esistenza di livelli dei prezzi che segnalino la presenza di un scarso confronto competitivo tra le banche “ , è puntualizzato in un comunicato. A poche ore dalla costituzione della nuova Divisione “ G“ per la concorrenza bancaria all`interno dell`Antitrust ( si veda il Sole 24 Ore del 12 gennaio), il presidente Antonio Catricalà aveva preannunciato l`avvio di un`indagine sui costi bancari per “ fare chiarezza in un settore che ne ha bisogno e acquisire dati certi “ . Quel che più preoccupa l`authority è che diverse denunce e alcuni studi di settore di istituzioni straniere, associazioni di consumatori e società di consulenza segnalino l`esistenza di prezzi elevati nell`offerta di servizi bancari in Italia “ che potrebbe indicare la presenza di deboli spinte concorrenziali nel mercato, a danno dei consumatori “ . La guerra delle cifre sui costi bancari è in atto da lungo tempo ma Banca d`Italia non è scesa in campo per far luce: il dibattito vede contrapposte le associazioni dei consumatori e l`Associazione bancaria italiana ( Abi). Secondo le stime delle associazioni degli utenti, un conto corrente può costare fino a 500 euro l`anno. Per Cap Gemini Ernst & Young, l`Italia è il Paese con i conti correnti più cari in Europa, 252 euro contro i 108 della media europea. Della stessa opinione Lorenzo Bini Smaghi, membro italiano del board della Banca centrale europea: “ “ Le banche italiane sono le più care d`Europa “ , aveva tuonato appena insediatosi all`Eurotower di Francoforte. Alle accuse delle associazioni dei consumatori e soprattutto in risposta ai commenti di Bini Smaghi l`Abi ha prontamente replicato con una nota di smentita, asserendo di applicare tariffe non disallineate: “ I costi dei conti correnti italiani sono in linea con quelli degli altri Paesi europei, come dimostrano anche recenti studi di autorevoli centri di ricerca internazionali “ , ha detto l`Abi. E difesa delle aziende di credito italiane, ha citato uno studio commissionato a una società indipendente, la Mercer Oliver & Wyman, dal quale emerge un costo medio dei conti correnti che al netto delle tasse e tendendo conto della remunerazione delle giacenze, che permette a più persone di utilizzare lo stesso conto, in Italia pari a 65 euro l`anno, in linea con i 68 delle Germania e inferiore agli 86 della Spagna e ai 94 della Francia. Nell`apprendere la notizia dell`avvio dell`indagine conoscitiva sui prezzi dei servizi bancari da parte dell`Antitrust, ieri l`Abi ha dato comunque parere favorevole: “ è una cosa benvenuta “ ha affermato Maurizio Sella, presidente dell`associazione. Quello dei conti correnti, ha continuato Sella, è “ un settore dove circolano notizie non veritiere. Chiunque indaghi fa un`attivitÁ per noi benvenuta “ . Lo stesso benvenuto all`iniziativa di Catricalà è giunto dalle associazioni dei consumatori Adusbef e Codacons.

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