17 Gennaio 2006

Confermato il dato preliminare. Nel 2005 media all`1,9%

Confermato il dato preliminare. Nel 2005 media all`1,9%. I consumatori contestano

Roma. L`Istat ha confermato le anticipazioni sull`inflazione a dicembre. Ha indicato un tasso del 2%, in discesa sul 2,2% di novembre. La media dell`anno è stata addirittura dell`1,9%. Dati rosei, accolti come una provocazione da sindacati dei lavoratori e organizzazioni dei consumatori. Ancora una volta, l`Istat segnala aumenti dei prezzi al consumo nei capitoli abitazione (da +2% a +4,9%) e istruzione (da +2,3% a +3,5%), valutando nell`8,9% l`aumento medio annuo dei prezzi energetici. Senza questa voce, i prezzi al consumo sarebbero aumentati nel 2005 di appena l`1,5%. L`inflazione mostra il divario Nord-Sud . In testa troviamo Torino con il 2,4% e in coda Palermo con l`1,8%. Ma non mancano le ecceziuobi di Napoli (2,4% e Firenze (1,5%). Da qualche tempo, si segnalano – ogni volta che si parla di prezzi al consumo – interventi delle organizzazioni agricole, per sostenere che l`inflazione è scesa per merito dei prodotti agricoli. Ma ogni volta, viene messo in rilievo un altro squilibrio: nei campi, i prodotti agricoli scendono; sulle bancarelle salgono. Quindi i benefici nonm si trasferiscono dalla produzione al consumo, mentre gli agricoltori si impoveriscono. Se si toglie questo aspetto “virtuoso“, rimane ben poco dell`inflazione che scende, tanto più che il consumatore è più sensibile all`aumento dei beni di prima necessità che alle spese scolastiche. Le associazioni di consumatori Adoc e Codacons riproverano l`Istat per non aver tenuto conto delle speculazioni di Natale, quando i prezzi dell`ortofrutta aumentarono fino al 70%. Occorre una riforma dell`Istat, partendo dai panieri “diversificati“ per fasce di reddito o territorio. Adoc e Codacons hanno chiesto un incontro con il presidente dell`Istat, Biggeri, per un confronto sulla riforma delle rilevazioni statistiche. Il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini, ha confermato “tutte le nostre critiche“ sulla crisi economica. Il calo dell`inflazione è l`effetto della depressione della domanda. Sulla stessa linea la segretaria confederale di Cgil, Marigia Maulucci, secondo cui “sul fronte dell`inflazione è stabile soltanto in virtù del fatto che c`è un blocco della domanda“. Contro i “panieri“ Istat si scaglia anche il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi.

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