Istat: inflazione ferma al 2% I consumatori non ci stanno
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fonte:
- Il Cittadino
Roma Nello scorso dicembre l`inflazione ha registrato una variazione nulla rispetto a novembre 2005, mentre è salita del 2% rispetto al dicembre 2004. L`Istat spiega che l`indice nazionale dei prezzi al consumo, comprensivo dei tabacchi, ha segnato una variazione nulla rispetto al mese precedente e una variazione di +1,9% rispetto a dicembre dello scorso anno; le corrispondenti variazioni registrate dall`indice calcolato al netto dei tabacchi sono state, rispettivamente, +0,2% e +1,9%. Aumenti congiunturali sono stati rilevati per i capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,3%) e Altri beni e servizi (+0,2%); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Abbigliamento e calzature, Mobili, articoli e servizi per la casa, Servizi sanitari e spese per la salute, Trasporti, Istruzione e Servizi ricettivi e di ristorazione; in calo i prezzi nei capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,2%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili e Comunicazioni (-0,1% per entrambi). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5,7%), Trasporti (+3,3%), Istruzione (+3%) e Bevande alcoliche e tabacchi (+ 2,6%); una variazione tendenziale negativa si è verificata ancora una volta nel capitolo Comunicazioni (- 3,7%). Ancora una volta però le associazioni dei consumatori contestano le cifre fornite dall`Istituto di Via Cesare Balbo. “L`Istat, nelle sue rilevazioni – affermano Adoc e Codacons – non tiene minimamente conto delle tensioni legate ai prezzi dell`ortofrutta a dicembre, con aumenti fino al 70% per molti prodotti, giustificati con la solita scusa del maltempo“. I dati dell`istituto nazionale di statistica denunciano ancora le associazioni – si scontrano con le speculazioni che ogni anno a dicembre coinvolgono i classici prodotti alimentari natalizi, che quest`anno secondo Adoc e Codacons, hanno fatto registrare incrementi dei prezzi compresi tra il 5 e il 15%. Le due associazioni chiedono un incontro al presidente dell`Istat per un confronto “sulla necessità di accelerare i lavori della commissione costituita per la modifica dei criteri e delle rilevazioni“. Dai sindacati, anche l`Ugl parla di dati “assolutamente poco realistici“: “L`unica cosa certa è che ormai le famiglie sono costrette a modificare lo stile di vita“, attacca il vice segretario generale Renata Polverini, secondo la quale “larga parte del budget famigliare è ormai indirizzato verso le spese per la casa, i trasporti e l`energia, mentre crolla la quota destinata agli alimentari e alla cultura“.
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