11 Gennaio 2006

Nuovi casi in Turchia Unità di crisi e fondi

BRUXELLES – Veterinari ed epidemiologi europei si riuniranno per fare il punto sulla crisi della diffusione del virus dell`influenza aviaria: i primi oggi a Bruxelles, i secondi domani a Lussemburgo. Nella serara di ieri, intanto, gli esperti europei sono stati aggiornati sull`evoluzione dell`infezione in Turchia: 15 i casi accertati di contagio umano del virus dei polli per contatto con volatili infetti e 60 quelli sospetti, hanno spiegato esperti comunitari all`Ansa. La Commissione europea intanto ha formalizzato la decisione presa dal Comitato veterinario, lunedì a Bruxelles, di chiudere le frontiere della Ue alle importazioni di piume non trattate da Azerbaigian, Armenia, Georgia, Siria, Iran e Iraq data la vicinanza di questi paesi alla Turchia orientale dove è presente il virus H5N1. Intanto, come annunciato lunedì dal ministro della Salute, Francesco Storace, arriva l`Unità di crisi sull`aviaria e continua il confronto internazionale che farà nascere il fondo antipandemia: un miliardo di euro in tutto, gestiti dalla Banca Mondiale, che saranno gestiti al 50% per la salute umana e al 50% per quella animale, serbatoio di virus dai quale potrà nascere la pandemia. “È ormai chiaro che solo con un`azione congiunta sarà possibile intervenire con efficacia“, ha spiegato il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, tornando da Parigi dove si era recato per una riunione dell`Oie, l`organizzazione che si occupa proprio di salute animale. Il fondo gestito dalla Banca Mondiale verrebbe quindi messo a disposizione di 140 Paesi in via di sviluppo, che potenzialmente potrebbero trovarsi alle prese con l`influenza aviaria. Il ministro a Roma, alla luce delle analisi del vertice di lunedì, ha deciso di firmare il decreto che, per fare fronte all`eventuale insorgenza in Italia di focolai di influenza aviaria “ad alta patogenicita“, attiva l`Unità Centrale di Crisi (UCC), incaricata di pianificare gli interventi e il coordinamento delle misure di controllo e di eradicazione della malattia. La struttura, oltre ad un responsabile, vedrà la presenza del direttore dell`ufficio di sanità animale e del dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, il direttore dell`istituto zooprofilattico delle Venezie, centro di referenza per l`aviaria, il direttore dell`istituto zooprofilattico dell`Abruzzo e Molise, due dirigenti dei servizi veterinari regionali o responsabili di unità di crisi regionali, 2 direttori di istituti zooprofilattici o responsabili di osservatori epidemiologici veterinari. In caso di necessità nel gruppo potranno essere presenti anche rappresentanti dei Nas di altri ministeri e di istituti come l`Iss. L`unità di crisi, in caso di emergenza avrà il compito di provvedere a tutte le misure per fermare la malattia, ed in fase ordinaria, quale siamo, fra l`altro, “disporrà di un nucleo costantemente attivo e preparato per intervenire in caso di epidemia, che è pronto a realizzare gli interventi necessari per il controllo e l`eradicazione della malattia“. Il ministro ha comunque ribadito che non è avvenuto il passaggio del virus dell`influenza aviaria da uomo a uomo, ma che in Turchia ci sono state alcune persone che si sono infettate in villaggi rurali, contraendo il virus da animali. Per questi motivi, “non c`è necessità del blocco del traffico aereo con la Turchia“. Ma c`è chi invece, il blocco del traffico con la Turchia lo chiede e fra questi il Codacons. E` stato reso noto il decalogo di consigli che l`Ue ha preparato per chi viaggia: evitare contatti con pollame vivi; evitare contatti con volatili selvaggi; evitare di visitare mercati di animali vivi e allevamenti di pollame; evitare contatti con superfici contaminate da escrementi; evitare di toccare degli uccelli trovati morti; non mangiare pollame, uova o anatre crudi o non abbastanza cotti; avere una buona igiene personale; lavarsi frequentemente le mani; non tentare di portare volatili vivi in Europa; rispettare le istruzioni delle autorità nazionali.

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