Diffida a regione e trenitalia
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fonte:
- La Nuova Ferrara
Pendolari troppo miti e pazienti. A dare la sveglia all`emergenza-ferrovie ci ha oensato ieri il Codacons, annunciando una serie di iniziative di protesta che va da scioperi del biglietto e autoriduzioni, fino alla minaccia di una diffida collettiva diretta a Trenitalia e alla Regione Emilia Romagna. L`associazione rimprovera i comitati dei pendolari, ma anche i “cugini“ di Federconsumatori e la giunta Errani, di avere un atteggiamento “troppo mite“ e rassegnato di fronte a ritardi e inefficienze del servizio. E, per contro, annuncia che è arrivato il momento “di adottare misure concrete e severe“. è inutile – si legge in una nota firmata dal vicepresidente del Codacons, Bruno Barbieri – perseguire la strategia degli incontri con Trenitalia: non serve “gridare al lupo al lupo e minacciare iniziative mai definite concretamente e in ogni caso mai assunte“. La Regione, dal canto suo, è ritenuta “colpevole“ per le “reiterate ma tardive minacce a cui non fa mai seguito alcuna iniziativa“. Così, prosegue il comunicato, invece “di sbraitare e spendere fiumi di inchiostro“ bisogna passare ai fatti. Comitati, consumatori e singoli utenti sono dunque invitati a “organizzare iniziative simboliche come uno sciopero del biglietto, o ancora autoriduzoni, dando in beneficenza la differenza di costo tra il biglietto pagato e quello dovuto“. Ma il Codacons va oltre, e si spinge fino a prefigurare una diffida collettiva rivolta a Trenitalia e alla Regione. “Perché non costringerli – si chiede il Codacons – tramite il potere inibitorio della legge 281 del 1998, pena risarcimento, ad adempiere ai loro doveri rispetto all`utenza del servizio ferroviario?“. L`ultima proposta dell`associazione prevede la nomina di un Commissario straordinario “che provveda a fare ciò che Regione e Trenitalia non fanno o non vogliono fare in termini di miglioramento del servizio e contenimento dei costi“. Per il Codacons, insomma, il tempo è scaduto e si dice non più disposto a “tergiversare“. è ora di passare alle azioni concrete “e se non riceverà aperture in tal senso dalle altre associazioni dei consumatori – conclude la nota – agirà per quanto la legge gli consente in via autonoma nell`interesse degli utenti del servizio ferroviario regionale“.
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