10 Gennaio 2006

L`incidente sfiorato Treno `buca` il rosso

L`incidente sfiorato Treno `buca` il rosso Il procuratore apre un`inchiesta

Scatola nera sequestrata, macchinista e capotreno `sospesi` e fascicolo aperto in procura. Il rosso `bucato` dal locale 6359 sabato pomeriggio, nel giorno dell`anniversario della tragedia di Crevalcore in cui morirono 17 persone e nella stessa stazione (Casalecchio Garibaldi) che il 30 settembre di tre anni anni fu teatro di un altro grave incidente ferroviario (152 feriti e una vittima), è già al vaglio del procuratore Enrico di Nicola (nella foto qui in basso) e del pm Enrico Cieri. Il reato ipotizzato è il 450: “chiunque, con la propria azione od omissione colposa – reci[FIRMA]ta il codice penale – fa sorgere o persistere il pericolo di un disastro ferroviario, è punito con la reclusione fino a due anni“. Il nuovo allarme, che riaccende le polemiche su un tema caldissimo, quello della sicurezza sui binari, è scattato poche ore dopo le 16, quando la cerimonia di commemorazione dell`incidente di Crevalcore era ormai terminata e sulla stessa linea Porrettana in cui nell`autunno del 2003 un treno di pendolari, dopo aver saltato un segnale, finì contro il paraurti del `tronchino` di un binario di emergenza provocando la morte, tre giorni dopo, di uno dei passeggeri, Domenico Gilli, pensionato torinese di 76 anni. Dopo l`inchiesta sul disastro di Crevalcore, che ha già portato all`iscrizione sul registro degli indagati di una decina di dirigenti di Rfi, Rete ferroviaria italiana, il procuratore Enrico Di Nicola e il sostituto Enrico Cieri cercheranno quindi di capire se esistono anche in questo caso responsabilità specifiche sulla frenata, più lunga di una quarantina di metri rispetto all`impianto semaforico, che sabato pomeriggio ha visto protagonista il treno locale diretto a Porretta Terme. “Dobbiamo vedere il fatto dal punto di vista della sicurezza complessiva – è il commento del procuratore Enrico Di Nicola – e quella di sabato non è l`unica inchiesta aperta“. I magistrati della procura bolognese stanno infatti indagando anche sull`incidente ferroviario del 30 settembre 2003 dopo aver riaperto l`inchiesta su istanza del difensore, l`avvocato Desi Bruno, di uno dei ferrovieri indagati. Anche in questo caso sono state disposte consulenze tecniche dal pm Lucia Musti che coordina le indagini, simili a quelle dell`incidente di Crevalcore. “La decisione di riaprire quell`inchiesta – ha spiegato Di Nicola – si è resa necessaria proprio per accertare se altri possano avere concausato il disastro, o comunque concorso a determinare l`errore umano causativo del disastro“. Sull`incidente sfiorato di sabato è intervenuta anche il Codacons. “Un altro treno non ha rispettato il semaforo rosso – spiega l`associazione – a causa della vetustà della locomotrice che non poteva sentire il segnale di stop automatico installato sulla tratta ferroviaria“. “Questo ennesimo scampato incidente non fa altro che accrescere le preoccupazioni sulla sicurezza che abbiamo manifestato proprio in occasione dell`anniversario di Crevalcore – è stato il commento dell`assessore provinciale ai Trasporti, Giacomo Venturi – per questo vogliamo appellarci alla Regione, che è titolare del contratto di servizio con Trenitalia, affinché convochi una riunione per fare il punto della situazione sui temi del servizio ferroviario e della sicurezza“.

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