ANCORA BRACCIO di ferro tra i ferrovieri autoconvocati e il governo
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fonte:
- L`Unità
ANCORA BRACCIO di ferro tra i ferrovieri autoconvocati e il governo. I lavoratori, riuniti nel coordinamento permanente nato il 12 gennaio dell`anno scorso, a seguito del disastro di Bolognina di Crevalcore, hanno proclamato per dopodomani uno sciopero nazionale di otto ore. Una fermata “per la sicurezza“ dalle 9.01 alle 17.01, che seguirà a due giorni di distanza un convegno di studio in calendario a Milano. Sugli spinosi “ma finora ignorati“ temi: sicurezza, efficienza e qualità del servizio ferroviario. Ma la commissione di garanzia sugli scioperi ha deciso di non consentire la mobilitazione di giovedì: la ragione è che i lavoratori del Lazio, a causa della ravvicinata azione di sciopero proclamata dalle segreterie sindacali, non potrebbero aderire. Ma la regione era stata esclusa in partenza dalla mobilitazione, proprio per non uscire dalla legge. “Noi siamo stati precisi, abbiamo detto subito che la fermata non avrebbe riguardato il Lazio, siamo rispettosissimi della legge – spiega Savio Galvani, macchinista dell`Orsa e portavoce del comitato – quindi per noi la giornata di lotta resta. Se arriveranno sanzioni disciplinari le impugneremo“. Nel frattempo, dopo l`ennesimo fine settimana di ritardi, disservizi e tragedie sfiorate, il Codacons mette sul tavolo la strategia della “tolleranza zero“: l`associazione ha intenzione di chiedere le dimissioni in massa dei vertici di Trenitalia, ma soprattutto di dare il via ad un`azione collettiva per il risarcimento dei danni in seguito al deragliamento nelle Marche dell`Intercity Crotone-Milano. Bruno Barbieri, vicepresidente Codacons, bacchetta anche l`atteggiamento “troppo mite“ fin qui assunto dai vari comitati di pendolari, da Federconsumatori e dalla giunta Errani e annuncia che è arrivato il momento “di adottare misure concrete e severe“. Secondo il Codacons non serve “gridare al lupo al lupo e minacciare iniziative mai definite concretamente, ed in ogni caso mai assunte“. Una critica che investe anche la regione, “colpevole“, appunto, per “reiterate ma tardive minacce a cui non fa mai seguito alcuna iniziativa“. L`invito a comitati, consumatori e utenti è quindi ad “organizzare iniziative simboliche come uno sciopero del biglietto, o ancora autoriduzioni, dando in beneficenza la differenza di costo tra il biglietto pagato e quello dovuto“.
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