Loano, parte dal Ponente la rivolta contro Trenitalia
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fonte:
- La Stampa
LOANO Prende corpo la rivolta del Ponente contro Trenitalia, in particolare per la soppressione dei treni interregionali che penalizzano il turismo ed i pendolari. Se ne faranno carico i sindaci e gli amministratori locali che ieri pomeriggio a Loano hanno deciso la convocazione contemporanea di tutti i Consigli comunali, una ventina forse più. Si riuniranno al palasport o al bocciodromo. Sarà chiesta la presenza del ministro Claudio Scajola, del presidente della Regione, Claudio Burlando e di tutti i parlamentari eletti in Liguria. L`azione dei Comuni, sulla spinta di tante proteste di pendolari, operatori turistici e villeggianti, per i pesanti disservizi dovuti all`adozione del nuovo orario ferroviario, era stata promossa dal sindaco di Loano, Angelo Vaccarezza, e il vice presidente nazionale dell`Assoutenti, Gianluigi Taboga. Da palazzo Doria sono partiti i telegramma rivolto agli amministratori di Boissano, Balestrino, Toirano, Borghetto, Bardineto, Calizzano, Albenga, Ceriale, Pietra, Borgio e Finale, e ai presidenti delle Comunità Montane Ingauna (Pietro Revetria) e Pollupice (Giuseppe Morro), presenti ieri in gran numero con il direttore generale dell`Apt Emanuele Ravina. Punto di partenza era il documento firmato da numerose associazioni (Acu, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori) e da comitati spontanei di viaggiatori (abbonati Intercity Genova-Milano, Comitato pendolari Novesi, Comitato-To Treno, Coordinamento pendolari Levante ligure). Pochi giorni fa a Roma è stato sottoscritto un documento che apre uno spiraglio. “Ci sarà l`avvio di tavoli tecnici a livello pluriregionale per verificare le specifiche criticità nella programmazione dei servizi e identificare le conseguenti soluzioni“, si legge al primo punto del documento letto ieri. Venerdì prossimo a Piacenza la prima riunione, Emilia Romagna-Lombardia per rivedere l`orario dei treni, in particolare per reintrodurre gli interegionali. Poi toccherà alla Liguria. Ha detto il vice presidente nazionale dell`Assoutenti, Gianluigi Taboga: “E` un primo passo. Ci chiediamo com`è possibile lasciare un comprensorio che va da Ceriale a Pietra, undici Comuni, senza un adeguato servizio ferroviario? Un comprensorio che conta, fra le altre cose, 40 mila seconde case, un porto da 1200 barche e il secondo ospedale della Liguria? Riceviamo una quantità enorme di lamentele, sia da parte dei viaggiatori sia da parte degli operatori turistici, che già riscontrano un danno non quantificabile ma di notevole entità“. Ha detto Vaccarezza: “Come estrema azione di protesta, per avere maggior visibilità, potremo anche andare tutti in treno a Genova, con tanto di fascia tricolore, senza pagare il biglietto. Credo che un documento, la bozza sarà preparata nei prossimi giorni, votato da tanti Consigli riuniti in un unico luogo abbia il suo peso“. “Restiamo una realtà con un unico binario ed un`unica autostrada. Basta una nevicata per bloccare tutto“, ha aggiunto Andrea Quaglia, sindaco di Rialto. Dal dibattito sono emerse molte contraddizioni circa le attuali strategie di Trenitalia. Ha detto Pietro Revetria, sindaco di Ceriale e presidente della Comunità montana Ingauna: “Nella mia città s`investe in queste settimane nella stazione per fare i sottopassi pedonali ma nello stesso tempo ci sono stati tolte sette fermate al giorno“. “Si programmano i ponti sugli stretti, ma in Liguria non c`è un solo locomotore di riserva in caso di guasti“, ha aggiunto il vice sindaco di Pietra, Dario Valeriani. Unico intervento fuori del coro quello dell`assessore pietrese Mario Carrara. Ha detto: “Non è tutto da buttare. Gli Intercity, ad esempio, si fermano in poche stazioni, ma sono più veloci. Per gli abbonati c`è stato un abbattimento dell`80 per cento. Dobbiamo in ogni modo pensare che quando la ferrovia sarà finalmente raddoppiata a monte. Per quanto riguarda Pietra siamo pronti a rinunciare alla fermata: inutile avere pochissimi treni locali ed un grande impatto ambientale, meglio andare a prendere il treno a Finale se ci saranno più treni“. In questi mesi si erano mosse tutte le associazioni liguri e del Ponente, compresi i Comitati dei pendolari, di fatto i più colpito dalla cancellazione degli interegionali. Ad esasperare chi tutti i giorni deve utilizzare il treno, soprattutto nella tratta del ponente fra Genova e la Riviera, anche le centinaia di treni “cancellati“, per vari motivi, scioperi compresi. Ore di lavoro perse e ritardi anche per chi si sposta per motivi di studio. I disagi causati dall`adozione del nuovo orario ferroviario sono stati preceduti nei mesi scorsi anche da altri problemi: convogli infestati da cimici, zecche e pulci e macchinisti costretti a pigiare ritmicamente su un antiquato pedale per “ricordare“ al locomotore di essere vivi e vigili, sono solo altri. Oggi altro incontro in Provincia. Al primo punto delle rivendicazioni degli amministratori pubblici e dei pendolari del Ponente c`è da tempo la richiesta di rivedere il nuovo l`orario “in modo da non privilegiare gli Intercity a discapito dei treni regionali e interregionali“. Senza questi ultimi, città come Loano hanno visto “sparire“ tutti i collegamenti diretti con Milano. Un duro colpo anche al turismo. Gli interregionali sono più lenti degli Intercity ma sono diretti, il biglietto inoltre costa la metà. Ma i pendolari della Riviera sono infuriati per i tanti disservizi subìti nel 2005. Nei mesi scorsi, il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, ha denunciato Trenitalia per presunta interruzione di pubblico servizio per la soppressione di oltre mille treni fra luglio e settembre 2005 e di altri 511 nei primi 15 giorni di dicembre. Giuseppe Morro, presidente Pollupice.
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