Disagi senza fine, l`Eurostar si blocca ad Ancona
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fonte:
- Corriere Adriatico
Si allunga la lista nera, un altro guasto ferma il treno. Riattivato ieri mattina il binario divelto Disagi senza fine, l`Eurostar si blocca ad Ancona
CIVITANOVA – Un altro treno si è fermato. Questa volta l`Eurostar 9415 Milano-Lecce che ha costretto i macchinisti a bloccare il convoglio alla stazione di Ancona. Lo stop dell`Eurostar, che viaggiava già con 30 minuti di ritardo, è avvenuto intorno alle 16. Poco prima, sulla linea Sulmona-Pescara, la rottura di un locomotore ha costretto i passeggeri a finire il viaggio in pullman. La storia si ripete e i fantasmi dello scorso fine settimana si sono risvegliati. Questa volta, almeno nelle Marche, non ci sono stati intralci per la circolazione degli altri treni in transito. I passeggeri sono stati fatti scendere per poi salire sull`Intecity 712 Bologna-Lecce e sono arrivati a destinazione con circa due ore e mezza di ritardo. Anche in questo caso, come già avvenuto sabato mattina all`Intercity Crotone-Milano, le prime avvisaglie del guasto si erano avute da qualche chilometro. Alle prime luci dell`alba di ieri, invece, a 50 ore dall`incidente che ha coinvolto sabato mattina attorno alle 3 e 40 il 784 Crotone-Milano, il binario pari, sud-nord, della linea Adriatica è stato riattivato. Erano le 5 e 40 e grazie al completamento dei lavori di ripristino della strada ferrata, nella stazione di Civitanova si sono potute scongiurare ulteriori proteste. Il polverone di contestazioni da parte dei passeggeri si sarebbe potuto protrarre fino a tutta la giornata di ieri quando tanta gente, pendolari e studenti, si riversano in stazione, diretti verso il luogo di lavoro o la città di studio. I paventati disagi dovuti a eventuali soppressioni di treni, tuttavia, sono stati ben presto scongiurati e la situazione si è normalizzata. Curioso il fatto che il primo convoglio a transitare sul binario della linea Adriatica ripristinata sia stato proprio l`Intercity 784 Crotone-Milano, gemello di quello incidentato. I pochi treni soppressi sono stati sostituiti con pullman che sono partiti in orari coincidenti a quelli dei convogli fermati. Così è stato per il regionale 21640 delle ore 7,04 e per l`Intercity D`Annunzio per Milano Centrale delle ore 7.42, entrambi diretti ad Ancona. E mentre sulle strade ferrate di tutta Italia i disagi corrono, il ministro dei Trasporti Lunardi convocava d`urgenza il numero uno delle Ferrovie, Elio Catania, che promette una serie di provvedimenti per tentare di arginare gli effetti della carenza di offerta e di servizi. Una promessa che deve però fare i conti con il taglio del 40% dei trasferimenti da parte dello Stato e che ha determinato “una carenza di materiale rotabile“ che non consente di rispondere alla crescente richiesta di trasporto. “Quello che stiamo vivendo nelle Ferrovie – ha commentato Lunardi – è una crisi di crescita legata a una sottovalutazione negli anni passati della crescita di domanda di trasporto, dell`esplosione del pendolarismo: una sottovalutazione imperdonabile“ che dimostra però che non si tratta “di una crisi irreversibile, ma solo di un`emergenza temporanea“. Sul fronte dell`utenza, intanto, si muove l`associazione in difesa dei consumatori Codacons. “L`ennesimo incidente ha causato disagi e ritardi di ore per oltre due giorni, spiega in una nota l`associazione, le cui richieste sono perentorie: dimissioni dei dirigenti responsabili ma anche risarcimento dei danni contro Trenitalia. Chi volesse aderire all`iniziativa – precisa il Codacons – può segnalare i propri dati al numero verde 800.050.800. Batte sullo stesso chiodo anche Luca Abeti, presidente dell`Associazione movimento pendolari dell`Adriatico chiedendo le dimissioni della dirigenza regionale del Gruppo Ferrovie dello Stato. E poi rilancia: “E` inammissibile che nostri pendolari siano considerati da sempre di serie B: nelle Marche vengono trasferiti tutti i vecchi treni d`Italia“.
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