10 Gennaio 2006

Rimborsare le spese, abbiamo già pagato

La voglia è quella di tornare alla normalità. È il concetto che hanno espresso i tre ostaggi padovani che oggi sono tornati tutti quanti al lavoro.Camilla Ramigni appena varcata la soglia d`ingresso dell`Istituto Severi – accompagnata dal figlio Andrea – dove insegna Italiano e Storia agli studenti di prima A e di prima e seconda D è stata accolta con un applauso, baciando uno ad uno i suoi studenti, prima che prendessero posto nell`auditorium dove campeggiava uno striscione, “Bentornata prof. Camilla“.“Adesso sono qua – ha detto rivolgendosi ai suoi ragazzi – pronta a tornare alla vita di tutti i giorni. Il lavoro sarà la mia terapia. Sapevo che tutti mi pensavate, ma un`accoglienza così proprio non me l`immaginavo“. “E` una grande la prof. – dicono quasi in coro Andrea e Mattia della seconda D – Non vedevamo l`ora di rivederla. Eravamo preoccupati, abbiamo avuto paura“. Quindi il commento sul risarcimento chiesto dal Codacons. “Posso solo dire che noi abbiamo già “pagato““.Anche Maura Tonetto, l`insegnante del liceo artistico Modigliani, ieri alle 18 ha riabbracciato i suoi studenti. “Ricominciare le lezioni per me vuol dire tornare alla vita“ ha detto la minuta professoressa, abbronzata e sorridente, raccontando per l`ennesima volta la sua disavventura e sperando in cuor suo di doverlo fare per l`ultima volta. “Qualcuno ha scritto che io vorrei tornare nello Yemen. Non è vero, chi ha riportato questa presunta mia dichiarazione ha riportato il falso“. “Noi – sottolinea la ritrovata insegnante – abbiamo fatto quasi tutto il viaggio seguiti da una scorta armata. E` stato il governatore del Marib a togliercela. Tuttavia siamo stati sequestrati in una strada di grande passaggio. Ho viaggiato molto e in quella circostanza non c`era nessun pericolo. Ho avuto più paura, ad esempio, quando sono stata in Libano. In più, abbiamo controllato il sito della Farnesina il 21 dicembre prima di partire e il Marib non era indicato come area pericolosa. Non voglio commentare, poi, – conclude Tonetto – la questione per cui, secondo qualcuno, noi dovremmo pagare le spese sostenute dallo Stato per il nostro rilascio“.Nessuna festa per celebrare il ritorno al lavoro del dottor Piergiorgio Gamba che ha gradito questo tono, consono tra l`altro alla sua riservatezza. “Vi ringrazio per non aver organizzato niente“ ha detto sorridente ieri mattina varcando la soglia della palazzina di Chirurgia pediatrica dove i colleghi, in testa il direttore Giovanni Franco Zanon, lo attendevano a braccia aperte.“Credo che la cosa migliore sia un rientro normale, un sereno ritorno all`attività consueta. I festeggiamenti generalmente si fanno per ricordare qualcosa, noi vogliamo solo dimenticare“, ha detto Zanon stringendosi, insieme a medici e infermieri, attorno a Gamba.Matteo BernardiniMarco AldighieriFederica Cappellato.

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