Legge contro fumo compie un anno
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fonte:
- TG COM
Sirchia:“Gente la difende, fare di più“
A un anno esatto dall`entrata in vigore della legge anti-fumo i bilanci sulla sua applicazione sono positivi. I divieti sembrano, infatti, condivisi da consumatori, esercenti e sostenitori dei diritti dei non fumatori. Solo i tabaccai non sono d`accordo e lamentano una crisi del settore: il consumo di sigarette ha subito un calo da capogiro. L`ex ministro della Salute Sirchia: “La gente difende e vuole questa legge“. “Tutti i sondaggi – dice Sirchia – hanno dimostrato la buona accoglienza della legge anti-fumo da parte della popolazione. Oltre l`80% degli intervistati si sono detti a favore della normativa che ha riscosso successo anche fra fasce di fumatori. Tra questi ultimi, il 5% ha dichiarato di aver smesso di fumare e c`è stata una diminuzione dei consumi di tabacco in una percentuale fra l`8 e il 10%. Insomma il tabagismo è stato sensibilmente ridotto e si è fatta anche un`operazione culturale“. “Purtroppo però – aggiunge l`immunologo milanese – le istituzioni hanno fatto meno di quello che sarebbe stato auspicabile nel campo dell`applicazione e dei controlli. Di più: io avrei voluto rendere gratuite le cure per la disintossicazione dal tabacco per chi l`avesse voluto. E` una misura di incentivazione che avrebbe aiutato non poco, soprattutto chi non dispone di redditi alti“. All`ex ministro Sirchia sembrano dare ragione tutti, consumatori, esercenti e sostenitori dei diritti dei non fumatori. Solo i tabaccai attaccano la legge e lamentano una forte crisi del settore: negli ultimi quattro mesi, per esempio, il commercio di sigarette ha subito un calo da 35 a 28 milioni di tonnellate. Con l`entrata in vigore della legge, il 10 gennaio 2005, fumare nei locali è diventato possibile solo in quegli esercizi che si sono nel frattempo dotati di appositi impianti di aerazione. Oltre ad interessare anche scuole, uffici e ospedali dove il divieto di fumo era già in vigore, il provvedimento si è esteso ai bar, ai ristoranti, agli alberghi, alle sale d`attesa nelle stazioni, ai compartimenti ferroviari riservati ai non fumatori, ai cinema, teatri, musei e biblioteche. Chi non fa rispettare il divieto rischia sanzioni dai 220 ai 2.200 euro. Chi non possiede gli impianti adeguati rischia di dover sborsare da 330 a 3.300 euro. Il questore poi può anche decidere di chiudere il locale dai 3 giorni ai 3 mesi. Per i trasgressori c`è invece una multa che va dai 27,5 ai 275 euro, cifra che raddoppia se si fuma in presenza di bambini o donne in gravidanza. A un anno di distanza dall`entrata in vigore della legge i primi ad essere soddisfatti sono, però, gli stessi esercenti. “Il bilancio di un anno di divieto di fumo nel nostro Paese – dice Edi Sommariva, direttore generale della Federzione italiana pubblici esercizi Fipe-Confcommercio – è sicuramente positivo per l`insieme dei locali pubblici italiani che solo in alcuni specifici segmenti hanno sofferto un calo di clientela“. E aggiunge: “Clienti ed esercenti si meritano un bel dieci in condotta per come hanno saputo affrontare regole nuove che miravano a cambiare i comportamenti delle persone con l`obiettivo da noi sempre sostenuto di tutelare la salute di tutti“. Molto soddisfatta anche la Lega italiana per la lotta contro i tumori. “C`è stata una piena accettazione, quasi un entusiasmo nei confronti della legge, che viene dai fumatori stessi – dice il direttore generale Silvio Arcidiacono – Il dato che ci rende più felici è la forte diminuzione del consumo di sigarette. Si è passati dai 35 ai 28 milioni di tonnellate nel periodo tra gennaio e aprile 2005. Quindi in soli 4 mesi la diminuzione è stata dell`8%“. Anche il Codacons, l`Associazione per la difesa dell`ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, si dice soddisfatto. “Possiamo affermare – riferisce il presidente Carlo Rienzi – che gli italiani ormai hanno accolto il divieto di fumo nei locali e non trasgrediscono più la legge. Dobbiamo dire però che molti consumatori ci segnalano che l`usanza di fumare la sigaretta al chiuso permane in molti uffici non aperti al pubblico e addirittura negli ospedali“. Secondo le stime del Codacons, a trasgredire la legge sono il 5% dei bar, l`8% dei ristoranti, il 15 % di discoteche e pub (soprattutto nei bagni), l`1% delle salebingo, il 3% degli ospedali, il 5% dei cinema (anche qui in bagni e corridoi), il 2% degli uffici pubblici e il 25 % di quelli privati.
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